Perché quando io dormo, tu dormi
Quando io parlo, tu parli
Quando io rido, tu ridi
Quando io piango, tu piangi...
“Le cose in comune” è una canzone di Daniele Silvestri, pubblicata come secondo singolo dell’album Prima di essere un uomo, il suo secondo lavoro discografico. Rispetto al precedente singolo L’uomo col megafono, questo brano si distingue per un tono più leggero e melodico, sia nella musica che nel testo.
Il brano ha ottenuto un importante riconoscimento, vincendo la Targa Tenco come canzone dell’anno.
Il testo è dolce e romantico: racconta l’inizio di una relazione, quel momento magico in cui due persone scoprono con sorpresa di avere tante cose in comune — dagli interessi ai ricordi — e iniziano a costruire un legame speciale.
Ma bastano le affinità per innamorarsi? Il protagonista elenca tutte le cose che lui e l’altra persona hanno in comune: gusti musicali, abitudini, emozioni, persino il modo di dormire e ridere; nel conteggio, ironicamente, rientrano anche cose abbastanza ovvie, comuni a tutti gli esseri umani; ma tutto contribuisce, almeno per il protagonista, a confermare l’idea che loro due siano fatti l’uno per l’altra. E infatti le chiede ‘Cosa ti serve ancora?’ Lui ha capito subito, è certo…
Ma nel ritornello emerge un dettaglio che incrina la simmetria: quando lui piange, lei ride. È un piccolo squilibrio che lascia intuire una distanza profonda, nonostante le mille somiglianze.
La canzone è quindi una riflessione sul desiderio di sentirsi corrisposti, sull’illusione che la somiglianza basti per amare davvero, e sul disorientamento quando ci si accorge che l’altro, pur essendo “uguale”, non prova gli stessi sentimenti.
Nel 2023, il cantante Alfa ha pubblicato una sua versione del brano, con lo stesso titolo, all’interno di un album omonimo, dimostrando quanto questa canzone continui a ispirare anche le nuove generazioni.
Il videoclip della canzone, diretto da Alex Infascelli, è originale e ironico: Silvestri interpreta uno scienziato che, nel suo laboratorio, dà vita a una donna perfetta a partire da un manichino. Mentre lavora, sugli schermi appaiono spezzoni di programmi come Star Trek e Tom & Jerry, alternati al volto di Silvestri che canta. Il video si conclude con la donna che si anima e balla un lento insieme al suo creatore.
-testo-
Le cose in comune
Le cose che abbiamo in comune
Sono facilissime da individuare
Ci piace la musica ad alto volume
Fin quanto lo stereo la può sopportare
Ci piace Daniele, Battisti, Lorenzo, le urla di Prince, i Police
Mettiamo un CD prima di addormentarci
E al nostro risveglio deve essere lì
Perché quando io dormo, tu dormi
Quando io parlo, tu parli
Quando io rido, tu ridi
Quando io piango, tu piangi
Quando io dormo, tu dormi
Quando io parlo, tu parli
Quando io rido, tu ridi
Quando io piango, tu ridi
Le cose che abbiamo in comune
Sono così tante che quasi spaventa
Entrambi viviamo da più di vent’anni
Ed entrambi comunque da meno di trenta
Ci piace mangiare, dormire, viaggiare
Ballare, sorridere e fare l’amore
Lo vedi, son tante le cose in comune
Che a farne un elenco ci voglio almeno tre ore, ma
Allora cos’è
Cosa ti serve ancora
A me è bastata un’ora
“Le cose che abbiamo in comune”
Ricordi, sei tu che prima l’hai detto
Dicevi, “Ma guarda, lo stesso locale
Le stesse patate, lo stesso brachetto”
E ad ogni domanda una nuova conferma
Un identico ritmo di vino e risate
E poi l’emozione di quel primo bacio
Le labbra precise, perfette, incollate
Abbracciarti, studiare il tuo corpo
Vedere che in viso eri già tutta rossa
E intanto scoprire stupito e commosso
Che avevi le mie stesse identiche ossa
Allora ti chiedo, non è sufficiente?
Cos’altro ti serve per essere certa
Con tutte le cose che abbiamo in comune
L’unione fra noi non sarebbe perfetta?
Quando io dormo, tu dormi
Quando io parlo, tu parli
Quando io rido, tu ridi
Quando io piango, tu piangi
Quando io dormo, tu dormi
Quando io parlo, tu parli
Quando io rido, tu ridi
Quando io piango, tu ridi, ma
Allora cos’è
Cosa ti serve ancora
A me è bastata un’ora
A me è bastata un’ora
Le cose che abbiamo in comune sono 4850
Le conto da sempre, da quando mi hai detto
“Ma dai, pure tu sei degli anni Sessanta?”
Abbiamo due braccia, due mani, due gambe, due piedi
Due orecchie ed un solo cervello
Soltanto lo sguardo non è proprio uguale
Perché il mio è normale, ma il tuo
È troppo bello
Troppo bello
E vai
E vai
https://it.wikipedia.org/wiki/Le_cose_in_comune




