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Proposta – I giganti

Mettete dei fiori nei vostri cannoni perché non vogliamo mai nel cielo
Molecole malate, ma note musicali.
..

TITOLO: Proposta
AUTORI: Alberto Carisch, Giordano Bruno Martelli
GENERE: beat
ANNO: 1967

Proposta” è una canzone de I Giganti, uno dei brani più importanti della musica beat italiana e una delle prime canzoni di protesta arrivate al grande pubblico attraverso il Festival di Sanremo.
I Giganti lo presentarono al Festival di Sanremo del 1967 insieme ai The Bachelors, secondo la tradizione dell’epoca che prevedeva la doppia interpretazione dei brani in gara. La canzone arrivò terza, ma ebbe un successo enorme e divenne uno dei simboli del pacifismo giovanile degli anni Sessanta.

Anche se il brano era stato ideato dai membri dei Giganti, i crediti ufficiali riportavano nomi diversi. Il testo venne firmato da Albula, pseudonimo di Alberto Carisch, mentre la musica fu attribuita a Giordano Bruno Martelli. Questa scelta fu necessaria perché i componenti del gruppo non erano ancora iscritti alla SIAE.

La struttura della canzone è costruita come una specie di inchiesta giornalistica. La voce narrante, interpretata da Enrico Maria Papes, intervista tre giovani provenienti da ambienti sociali differenti. Ogni strofa dà voce a uno di loro: un operaio che lavora duramente senza vedere migliorare davvero la propria vita, un pittore costretto a vendere giornali perché ignorato dal mondo dell’arte e un ragazzo benestante che rifiuta il futuro deciso dalla famiglia e sogna di andarsene lontano.
Anche se hanno origini sociali differenti, tutti condividono lo stesso disagio: il bisogno di libertà, di ascolto e di un mondo più umano. Per questo girano per le strade cantando il loro messaggio pacifista.
Attraverso questi personaggi, il brano racconta il malessere di una generazione che non si riconosce più nei valori tradizionali della società del boom economico, che spesso lasciava i ragazzi insoddisfatti e senza vere possibilità.

La canzone riflette il clima delle proteste giovanili e pacifiste di fine anni Sessanta, quando molti ragazzi contestavano la guerra, le ingiustizie sociali e le regole troppo rigide della società adulta.
Il celebre ritornello, ispirato agli slogan del movimento hippy americano e del Flower Power. L’invito a “mettere dei fiori nei cannoni” trasformava un’immagine di guerra in un simbolo di pace, diventando negli anni uno dei più celebri slogan pacifisti.
Oltre all’antimilitarismo, nel testo emerge anche una critica all’inquinamento e alla minaccia nucleare, evocata nell’immagine delle “molecole malate” nel cielo.

Musicalmente il brano univa il beat italiano alle influenze del pop internazionale degli anni Sessanta. I Giganti ripresero una formula già usata nella loro canzone “Tema”: alternanza di voci, struttura narrativa e ritornello corale molto immediato. Questa combinazione rese “Proposta” facilmente memorizzabile e contribuì al suo enorme successo popolare.

L’edizione di Sanremo del 1967 è ricordata soprattutto per la morte di Luigi Tenco, ma fu anche un momento in cui iniziarono a entrare nel Festival temi più legati al disagio giovanile, alla protesta sociale e alla cultura beat. In questo clima, “Proposta” rappresentò una novità importante: pur mantenendo una forma accessibile e popolare, portava sul palco argomenti fino a quel momento quasi assenti nella musica leggera italiana.

Negli anni successivi la canzone è rimasta uno dei simboli musicali del Sessantotto italiano ed è stata reinterpretata più volte.

Ecco il video della canzone:

-testo-
Proposta

“Mettete dei fiori nei nostri cannoni” era scritto in un cartello
Sulla schiena di ragazzi che senza conoscersi, di città diverse
Socialmente differenti in giro per le strade della loro città
Cantavano la loro proposta, ora pare ci sarà un’inchiesta

Tu come ti chiami? Sei molto giovane

Me ciami Brambilla e fu l’uperari lavori la ghisa per pochi denari
E non ho in tasca mai la lira per poter fare un ballo con lei
Mi piace il lavoro, ma non son contento non è per i soldi che io mi lamento
Ma questa gioventù c’avrei giurato che mi avrebbe dato di più

Mettete dei fiori nei vostri cannoni perché non vogliamo mai nel cielo
Molecole malate, ma note musicali che formano gli accordi
Per una ballata di pace, di pace, di pace

Anche tu sei molto giovane, quanti anni hai?
E di che cosa non sei soddisfatto?

Ho quasi vent’anni e vendo giornali girando quartieri fra povera gente
Che vive come me, che sogna come me sono un pittore che non vende quadri
Dipingo soltanto l’amore che vedo e alla società non chiedo che la mia libertà

Mettete dei fiori nei vostri cannoni perché non vogliamo mai nel cielo
Molecole malate, ma note musicali che formano gli accordi
Per una ballata di pace, di pace, di pace

E tu chi sei? Non mi pare che abbia di che lamentarti…

La mia famiglia è di gente bene con mamma non parlo, col vecchio nemmeno
Lui mette le mie camicie poi critica se vesto così
Guadagno la vita lontano da casa perché ho rinunciato ad un posto tranquillo
Ora mi dite che ho degli impegni che gli altri han preso per me

Mettete dei fiori nei vostri cannoni perché non vogliamo mai nel cielo
Molecole malate, ma note musicali che formano gli accordi
Per una ballata di pace, di pace, di pace

FONTI:

https://it.wikipedia.org/wiki/Proposta/La_tomba_dell%27amore

https://web.archive.org/web/20250731201624/https://www.hitparadeitalia.it/schede/p/proposta.htm

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