Per quest’anno non cambiare
stessa spiaggia stesso mare...
“Stessa spiaggia, stesso mare” è una canzone di Piero Focaccia, allora ex bagnino di Cesenatico appena diciannovenne, che grazie a questo brano iniziò la sua carriera musicale. Pubblicata nel 1963, è una delle canzoni simbolo dell’estate italiana. Il brano nasce dalla collaborazione tra Mogol, autore del testo, e Piero Soffici, autore della musica.
La canzone racconta una semplice storia d’amore estiva: un ragazzo chiede alla ragazza conosciuta l’estate precedente di tornare nello stesso luogo di vacanza, nella stessa spiaggia e sullo stesso mare, per poter rivivere i momenti felici trascorsi insieme. Il testo è ricco di immagini che richiamano l’atmosfera spensierata delle vacanze degli anni Sessanta, come la gita in mare sul pattino e gli ombrelloni che si vedono in lontananza.
La canzone si distingue per la sua struttura molto semplice, le rime immediate e un ritornello estremamente orecchiabile che ne favorì la diffusione. Proprio questa facilità di memorizzazione e di canto contribuì al suo enorme successo popolare. Musicalmente il brano ha un andamento vivace e allegro, perfettamente in sintonia con il clima estivo che descrive.
Prima ancora della celebre versione di Piero Focaccia, il brano fu inciso e pubblicato da Mina nel maggio del 1963. Un mese dopo arrivò la registrazione di Focaccia,. Sebbene la versione di Mina abbia ottenuto risultati commerciali importanti, fu soprattutto l‘interpretazione energica e simpatica di Focaccia a trasformare la canzone in uno dei più grandi successi dell’estate 1963 e a legarla per sempre alla sua immagine.
La storia del brano è legata anche alla manifestazione radiofonica “Vetrinetta di canzoni per l’Europa“. Nella finale del 26 maggio 1963, trasmessa da Saint-Vincent, Piero Focaccia vinse proprio con “Stessa spiaggia, stesso mare”. Il grande successo ottenuto dalla canzone e dalla manifestazione contribuì a spingere la Rai a creare l’anno successivo “Un disco per l’estate”, destinato a diventare uno degli appuntamenti musicali più importanti della stagione estiva italiana.
Nel corso degli anni la canzone è diventata un vero fenomeno culturale. L’espressione “stessa spiaggia, stesso mare” è entrata nel linguaggio comune italiano per indicare l’abitudine di tornare ogni anno nella stessa località di villeggiatura. Ancora oggi il brano è considerato uno degli evergreen più rappresentativi dell’estate italiana e degli anni del boom economico.
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L’equivoco di Edoardo Vianello come autore: Quando uscì la canzone, si diffuse l’idea che il vero autore fosse Edoardo Vianello, ma si trattava di un malinteso; Vianello non è un autore nascosto: non c’entra proprio nulla con questa canzone.
La confusione nacque perché, nei primi anni Sessanta, Vianello era il re delle canzoni estive e lo stile allegro e balneare del brano ricordava molto i suoi successi. Per questo molti pensarono erroneamente che fosse una sua canzone. Lo stesso Vianello ha raccontato che il pubblico e la stampa gli attribuivano spesso tormentoni estivi scritti da altri artisti.
Nel 2008 ha persino inciso ‘Stessa spiaggia, stesso mare’ nell’album Replay (L’altra mia estate), dedicato proprio alle canzoni che nel tempo gli erano state attribuite per errore.
-testo-
Stessa spiaggia stesso mare
E come l’anno scorso
sul mare col pattino
vedremo gl ombrelloni lontano lontano
nessuno ci vedrà vedrà vedrà.
Per quest’anno non cambiare
stessa spiaggia, stesso mare
torna ancora quest’estate
torna ancora quest’estate insieme a me.
Per quest’anno non cambiare
stessa spiaggia, stesso mare
per poterti rivedere
per tornare, per restare
insieme a te.
E come l’anno scorso sul mare col pattino
vedremo gl ombrelloni lontano lontano
nessuno ci vedrà vedrà vedrà.
Per quest’anno non cambiare
stessa spiaggia, stesso mare
torna ancora quest’estate
torna ancora quest’estate insieme a me.
E come l’anno scorso sul mare col pattino
vedremo gl ombrelloni lontano lontano
nessuno ci vedrà.
Per quest’anno non cambiare
stessa spiaggia, stesso mare
torna ancora quest’estate
torna ancora quest’estate insieme a me.
Questa è la versione di Mina, che offre un’interpretazione brillante e incisiva, sostenuta da un arrangiamento moderno per l’epoca, con batteria, chitarra elettrica e un assolo strumentale.
https://it.wikipedia.org/wiki/Stessa_spiaggia,_stesso_mare
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