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Vuoto a perdere – Noemi

Sono un altra da me stessa
Sono un vuoto a perdere
Sono diventata questa
Senza neanche accorgermene.
..

TITOLO: Vuoto a perdere
AUTORI: Vasco Rossi (testo), Gaetano Curreri (musica)
GENERE: pop rock
ANNO: 2011

Vuoto a perdere‘ è una canzone scritta da Vasco Rossi e Gaetano Curreri, leader degli Stadio, per la cantante Noemi. Noemi era entusiasta di questa collaborazione, un sogno che aveva da tempo. La canzone ha una forte sonorità rock e il suo testo affronta temi molto attuali: il tempo che passa, il mito moderno della perfetta forma fisica, della gioventù eterna.

La canzone evidenzia un momento specifico nella vita di una donna, quando raggiunge una maturità e una consapevolezza maggiore. È una fase di crescita personale che viene affrontata con autoironia e coraggio, spingendo la donna a guardare avanti senza rimpianti per il passato. Questo periodo di crescita è descritto come un momento in cui si vive il presente, abbandonando la nostalgia per ciò che è stato e accettando con serenità il passaggio a una nuova fase della vita.

“Vuoto a perdere” fa parte della colonna sonora del film “Femmine contro maschi” diretto da Fausto Brizzi, che è anche il regista del video musicale della canzone.

Ecco il video della canzone, in cui Noemi compare con il ruolo di narratrice; Carla Signoris e Serena Autieri interpretano rispettivamente i ruoli di Nicoletta e Diana, gli stessi del film “Femmine contro maschi”.

-testo-
Vuoto a perdere

Sono un peso per me stessa
Sono un vuoto a perdere
Sono diventata grande
senza neanche accorgermene
E ora sono qui che guardo
Che mi guardo crescere
La mia cellulite le mie nuove
Consapevolezze
Consapevolezze

Quanto tempo che è passato
Senza che me ne accorgessi
Quanti giorni sono stati
Sono stati quasi eterni
Quanta vita che ho vissuto
inconsapevolmente
Quanta vita che ho buttato
Che ho buttato via per niente
Che ho buttato via per niente

Sai ti dirò come mai
Giro ancora per strada
Vado a fare la spesa
Ma non mi fermo più
A cercare qualcosa
Qualche cosa di più
Che alla fine poi ti tocca di pagare

Sono un altra da me stessa
Sono un vuoto a perdere
Sono diventata questa
Senza neanche accorgermene
Ora sono qui che guardo
Che mi guardo crescere
la mia cellulite le mie nuove
consapevolezze
Consapevolezze

Sai ti dirò come mai
Giro ancora per strada
Vado a fare la spesa
Ma non mi fermo più
Mentre vado a cercare quello che non c’è più
Perché il tempo ha cambiato le persone

Ma non mi fermo più
Mentre vado a cercare quello che non c’è più
Perché il tempo ha cambiato le persone

Sono un altra da me stessa
Sono un vuoto a perdere
Sono diventata questa
Senza neanche accorgermene



Quando si è più maturi, è normale guardare alle cose con più distacco, con una certa disillusione; ci si sente, vero, forse un po’ più vuoti, ma è un vuoto che se si vuole si può trasformare in leggerezza.
Personalmente l’espressione ‘sono un vuoto a perdere’, mi fa immaginare una bottiglia di vetro che scorre alla deriva, trasportata dalla corrente di un fiume, leggera, libera, trasparente.
Essere un ‘vuoto a perdere’ per me significa aver perso qualcosa che ci tratteneva, il peso di ciò che ormai non ci rappresenta più. Certi desideri non sono più presenti in noi, certi rapporti vengono meno, non ci importa più di certe cose che prima ci sembravano indispensabili; questo è il cambiamento: e se da un lato è un dramma e fa paura, dall’altro ne godi la bellezza, la liberazione che comporta.
Ma devi riuscire a ‘disancorarti‘ dall’immagine precedente di te stessa, e accettare che quella non sei più tu; non guardarti indietro, non restare ancorata al passato, dai il benvenuto al nuovo che sei, fagli spazio, accoglilo e goditelo, anche perché è l’unico modo sensato di vivere: siamo nel flusso della vita, che non può né potrà mai essere un’immagine statica, ma un continuo movimento e mutamento; ed è proprio questo contino fluire, questa continua ‘danza’, che permette alla vita di essere ‘viva’.

FONTI:

https://it.wikipedia.org/wiki/Vuoto_a_perdere

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