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La Marsigliese – Inno nazionale francese

Allons enfants de la Patrie,
Le jour de gloire est arrivé !
Contre nous de la tyrannie,
L’étendard sanglant est levé…

TITOLO: La Marseillaise, o Chant de guerre pour l’Armée du Rhin
AUTORE: Rouget de Lisle
CATEGORIA: inno nazionale
ANNO DI COMPOSIZIONE: 1792

La Marsigliese,‘ ovvero l’inno nazionale francese, è stato composto da Rouget de Lisle nel 1792 durante la Rivoluzione francese. Inizialmente composto come canto di guerra è considerato uno dei primi inni nazionali moderni, portatore dell’idea di nazione e degli ideali democratici.

L’inno fu composto in un periodo di grande entusiasmo dopo che, il 20 aprile 1792, l’Assemblea nazionale francese dichiarò guerra all’Austria. A Strasburgo la notizia fu accolta festosamente, ma il sindaco, Frédéric de Dietrich, non era soddisfatto dell’inno allora in voga “Ça ira”, considerato troppo semplice. Così, durante una cena il 25 aprile, chiese al giovane capitano Rouget de Lisle di comporre un nuovo canto di guerra.
Rouget de Lisle scrisse l’inno quella stessa notte e quando, la mattina successiva, lo suonò per il sindaco Dietrich, egli ne rimase così colpito da organizzare un’altra cena per presentare il brano agli ospiti. Il nuovo canto, intitolato “Chant de guerre pour l’Armée du Rhin“, fece il suo debutto pubblico il 29 aprile 1792 durante una parata militare a Strasburgo.
Successivamente Rouget de Lisle inviò il canto a diverse personalità, dedicandolo al maresciallo Nicolas Luckner. Pubblicato nel maggio 1792 dall’editore Dannbach di Strasburgo, giunse fino a Marsiglia, dove i volontari marsigliesi, entusiasti, lo adottarono e lo cantarono durante il loro arrivo trionfale alle Tuileries a Parigi, il 30 luglio 1792. La gente di Parigi, senza badare ai vari titoli precedenti, iniziò a chiamare il canto semplicemente ‘La Marseillaise‘.

Nella composizione del testo della Marsigliese Rouget de Lisle fu influenzato dagli slogan rivoluzionari dei giacobini di Strasburgo, che avevano diffuso in città dei manifesti incitando i cittadini a combattere per la libertà contro i monarchi. Sono riconoscibili anche influssi provenienti da opere letterarie e da altri inni.
La Marsigliese unisce l’idea di patria alla difesa dei più deboli contro le feroci angherie degli invasori.

A causa del suo carattere sovversivo, la Marsigliese fu vietata durante i periodi napoleonici e monarchici. Ma con l’avvento della Terza Repubblica, il 14 febbraio 1879 fu adottata come inno nazionale della Repubblica Francese. Da allora, non è mai stata abbandonata, a parte quando fu temporaneamente accantonata dal regime di Vichy durante la seconda guerra mondiale.

Negli ultimi anni il testo della Marsigliese ha sollevato controversie, specialmente per alcune espressioni attualmente percepite come violente, xenofobe e razziste, e sono stati anche proposte delle modifiche.
Tuttavia la Marsigliese è ormai profondamente radicata nella storia e cultura francese, ma non solo; essendo una delle prime canzoni rivoluzionarie, fu ripresa e adottata da molti rivoluzionari in tutti i continenti.

In questo video viene cantata la Marsigliese (con una modifica nell’ordine delle strofe):

Testo francese –
La Marseillaise

Allons enfants de la Patrie,
Le jour de gloire est arrivé !
Contre nous de la tyrannie,
L’étendard sanglant est levé, [bis]
Entendez-vous dans les campagnes
Mugir ces féroces soldats ?
Ils viennent jusque dans vos bras
Égorger vos fils, vos compagnes !

Aux armes, citoyens,
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons !
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons !

Que veut cette horde d’esclaves,
De traîtres, de rois conjurés ?
Pour qui ces ignobles entraves,
Ces fers dès longtemps préparés ? [bis]
Français, pour nous, ah ! quel outrage
Quels transports il doit exciter !
C’est nous qu’on ose méditer
De rendre à l’antique esclavage !

Aux armes, citoyens,
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons !
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons !

Quoi ! des cohortes étrangères
Feraient la loi dans nos foyers !
Quoi ! ces phalanges mercenaires
Terrasseraient nos fiers guerriers ! [bis]
Grand Dieu ! par des mains enchaînées
Nos fronts sous le joug se ploieraient
De vils despotes deviendraient
Les maîtres de nos destinées !

Aux armes, citoyens,
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons !
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons !

Tremblez, tyrans et vous perfides
L’opprobre de tous les partis,
Tremblez ! vos projets parricides
Vont enfin recevoir leurs prix ! [bis]
Tout est soldat pour vous combattre,
S’ils tombent, nos jeunes héros,
La terre en produit de nouveaux,
Contre vous tout prêts à se battre !

Aux armes, citoyens,
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons !
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons !

Français, en guerriers magnanimes,
Portez ou retenez vos coups !
Épargnez ces tristes victimes,
À regret s’armant contre nous. [bis]
Mais ces despotes sanguinaires,
Mais ces complices de Bouillé,
Tous ces tigres qui, sans pitié,
Déchirent le sein de leur mère !

Aux armes, citoyens,
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons !
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons !

Amour sacré de la Patrie,
Conduis, soutiens nos bras vengeurs
Liberté, Liberté chérie,
Combats avec tes défenseurs ! [bis]
Sous nos drapeaux que la victoire
Accoure à tes mâles accents,
Que tes ennemis expirants
Voient ton triomphe et notre gloire !

Aux armes, citoyens,
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons !
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons !

Nous entrerons dans la carrière
Quand nos aînés n’y seront plus,
Nous y trouverons leur poussière,
Et la trace de leurs vertus, [bis]
Bien moins jaloux de leur survivre,
Que de partager leur cercueil,
Nous aurons le sublime orgueil,
De les venger ou de les suivre.

Aux armes, citoyens,
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons !
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons !

Traduzione italiana –
La Marsigliese

Andiamo, figli della Patria,
Il giorno della gloria è arrivato!
Contro di noi si leva
Lo stendardo insanguinato della tirannia,
Sentite sbraitare nelle campagne
Quei feroci soldati?
Arrivino fin tra le vostre braccia
A sgozzare i vostri figli e le vostre compagne!

Alle armi, cittadini,
Formate i vostri battaglioni,
Marciamo, marciamo!
Che un sangue impuro
Abbeveri i nostri solchi!

Che vuole quest’orda di schiavi,
Di traditori, di re congiurati?
Per chi sono queste ignobili catene,
Questi ceppi pronti da tempo?
Francesi, per noi, ah! che oltraggio
Che impeto ciò deve suscitare!
Siamo noi, che osano credere
Di poter ricondurre all’antica schiavitù!

Alle armi, cittadini,
Formate i vostri battaglioni,
Marciamo, marciamo!
Che un sangue impuro
Abbeveri i nostri solchi!

Che! delle coorti straniere
Detterebbero legge nelle nostre case!
Che! quelle falangi mercenarie
Vorrebbero stroncare i nostri fieri guerrieri!
Gran Dio! incatenate da altre mani,
Le nostre fronti si piegherebbero al giogo,
Dei vili despoti diventerebbero
I padroni delle nostre sorti!

Alle armi, cittadini,
Formate i vostri battaglioni,
Marciamo, marciamo!
Che un sangue impuro
Abbeveri i nostri solchi!

Tremate, tiranni e voi traditori,
Obbrobrio di tutte le fazioni,
Tremate! i vostri piani parricidi
Pagheranno finalmente il loro prezzo!
Tutti sono soldati per combattervi,
Se cadono, i nostri giovani eroi,
La terra ne produce di nuovi,
Ben pronti a battersi contro di voi!

Alle armi, cittadini,
Formate i vostri battaglioni,
Marciamo, marciamo!
Che un sangue impuro
Abbeveri i nostri solchi!

Francesi, da guerrieri magnanimi,
Vibrate o trattenete i vostri colpi!
Risparmiate quelle tristi vittime,
Armate loro malgrado contro di noi.
Ma non quei despoti sanguinari,
Ma non quei complici di Bouillé,
Quelle tigri che, senza pietà,
Dilaniano il seno di loro madre!

Alle armi, cittadini,
Formate i vostri battaglioni,
Marciamo, marciamo!
Che un sangue impuro
Abbeveri i nostri solchi!

Amore sacro della Patria,
Conduci, sostieni le nostre braccia vendicatrici,
Libertà, cara Libertà,
Combatti con i tuoi difensori!
Sotto le nostre bandiere la vittoria
Accorra ai tuoi accenti virili,
Che i tuoi nemici morenti
Vedano il tuo trionfo e la nostra gloria!

Alle armi, cittadini,
Formate i vostri battaglioni,
Marciamo, marciamo!
Che un sangue impuro
Abbeveri i nostri solchi!

Noi entreremo nella carriera militare
Quando i nostri padri non ci saranno più,
Vi troveremo le loro ceneri
E la traccia delle loro virtù.
Ben meno gelosi di sopravvivere loro
Che di condividere la loro tomba
Avremo l’orgoglio sublime
Di vendicarli o di seguirli.

Alle armi, cittadini,
Formate i vostri battaglioni,
Marciamo, marciamo!
Che un sangue impuro
Abbeveri i nostri solchi!

NOTE:

Enfants de la Patrie: ‘figli della patria’, così erano chiamati i giovani volontari di battaglioni locali diffusi nel Basso Reno a Strasburgo, Sélestat, Colmar: a quello di Strasburgo appartenevano i figli di Dietrich (il committente dell’inno) , e uno di loro ne era comandante.

Ils viennent jusque dans vos bras Égorger vos fils, vos compagnes: questa espressione cruenta ricalca le parole di un inno protestante del 1560 legato alla congiura d’Amboise e concluso dai versi «Le temps est-il venu que les étrangers ravissent d’entre nos bras, nos femmes et nos pauvres enfants pour en abuser en toute vilainie» («È giunto un tempo in cui gli stranieri ci strappano dalle braccia le nostre donne e i nostri poveri bambini per abusarne crudelmente»).

Qu’un sang impur Abreuve nos sillons: queste parole sono simili ai versi di un’ode composta da Boileau nel 1656 in risposta alle minacce di Oliver Cromwell di invadere la Francia: «Et leur corps pourris dans nos plaines/N’ont fait qu’engraisser nos sillons» («E i loro corpi marciti nelle nostre pianure/Hanno solo ingrassato i nostri solchi».
L’espressione ‘sangue impuro’ ha sollevato accuse di xenofobia, ma non si ferisce al sangue degli stranieri, bensì al sangue dei nemici, di chi voleva far crollare la Repubblica e i rivoluzionari.

Nous entrerons dans la carrière Quand nos aînés n’y seront plus: quest’ultima strofa (la settima), chiamata “strofa dei bambini” (couplet des enfants), fu aggiunta da un autore sconosciuto, che potrebbe essere stato Louis Dubois o l’abate Antoine Pessonneaux.

Fonte:

https://it.wikipedia.org/wiki/La_Marsigliese#cite_note-51

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