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Ne me quitte pas – Jacques Brel

Ne me quitte pas
Je t’inventerai
Des mots insensés
Que tu comprendras…

TITOLO: Ne me quitte pas
AUTORE: Jacques Brel, Gérard Jouannest
GENERE: chanson, canzone d’autore
ANNO: 1959

Ne me quitte pas è una delle canzoni più celebri di Jacques Brel, da lui scritta nel 1959 insieme al pianista Gérard Jouannest. Nasce dopo la fine della relazione con Suzanne Gabriello, amante di Brel dal 1955, che lo lasciò perché lui rifiutava di separarsi dalla moglie e dai figli. Inizialmente pensata per un’interprete femminile (Simone Langlois), fu poi registrata dallo stesso Brel il 11 settembre 1959, diventando rapidamente un classico.

Nel testo il protagonista esprime tutto il suo dolore davanti alla prospettiva dell’abbandono; implora la persona amata di non lasciarlo, arrivando a offrirle qualsiasi cosa: tesori immaginari, regni d’amore, storie e metafore che mostrano come anche ciò che sembra morto può rinascere.
L’intensità del brano sta nel contrasto tra la grandezza delle promesse e la piccolezza a cui l’amante si riduce pur di non perdere l’altro: accetta persino di diventare “l’ombra della tua mano, l’ombra del tuo cane”, pur di restare accanto a lei. È un testo che oscilla tra poesia sublime e annientamento di sé, un inno alla passione assoluta e al tempo stesso una confessione di disperazione senza via d’uscita.

Sul piano del significato, Brel stesso affermò che non si trattava di una canzone d’amore, ma piuttosto di un “inno alla vigliaccheria”, il racconto di un uomo disposto ad umiliarsi pur di non perdere l’amata. Questa lettura contrasta con quella più diffusa, che la considera una struggente dichiarazione d’amore, al punto che Édith Piaf la definì troppo umiliante per essere cantata da un uomo.

Musicalmente la canzone riprende un tema del secondo movimento della Rapsodia ungherese n.6 di Liszt, che Brel suonava da ragazzo, con influssi che ricordano anche Beethoven. Con i suoi sei minuti di intensità, è rimasta una delle sue interpretazioni più iconiche.

Il brano ha avuto un impatto enorme nella cultura musicale e popolare: è stato tradotto, reinterpretato e citato più volte; lo stesso Brel ne incise diverse versioni, anche in olandese, e lo ri-registrò nel 1972.
Gino Paoli lo ha cantato in italiano col titolo Non andare via, mentre Gigi Proietti ne fece una parodia (Nu’ me rompe er ca’). Francesco Guccini lo cita ne Le ragazze della notte, raccontando di aver conosciuto Brel proprio attraverso questa canzone. Persino Madonna ne incise una versione, poi rimasta inedita.
In Italia, la canzone è presente anche nel film Sono pazzo di Iris Blond di Carlo Verdone (1996).

Il successo di Ne me quitte pas è confermato dai sondaggi: nel 1999 fu votata “miglior canzone del XX secolo” da un sondaggio CSA, e negli anni successivi è sempre stata nelle prime posizioni delle canzoni più amate dai francesi, alternandosi spesso al vertice con Mistral gagnant di Renaud.

In questo video Jacques Brel canta “Ne me quitte pas”

Testo inglese –
Ne me quitte pas

Ne me quitte pas
Il faut oublier
Tout peut s’oublier
Qui s’enfuit déjà
Oublier le temps
Des malentendus
Et le temps perdu
À savoir comment
Oublier ces heures
Qui tuaient parfois
À coups de pourquoi
Le cœur du bonheur
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

Moi, je t’offrirai
Des perles de pluie
Venues de pays
Où il ne pleut pas
Je creuserai la terre
Jusqu’après ma mort
Pour couvrir ton corps
D’or et de lumière
Je ferai un domaine
Où l’amour sera roi
Où l’amour sera loi
Où tu seras reine
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

Ne me quitte pas
Je t’inventerai
Des mots insensés
Que tu comprendras
Je te parlerai
De ces amants-là
Qui ont vu deux fois
Leurs cœurs s’embraser
Je te raconterai
L’histoire de ce roi
Mort de n’avoir pas
Pu te rencontrer
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

On a vu souvent
Rejaillir le feu
De l’ancien volcan
Qu’on croyait trop vieux
Il est, paraît-il
Des terres brûlées
Donnant plus de blé
Qu’un meilleur avril
Et quand vient le soir
Pour qu’un ciel flamboie
Le rouge et le noir
Ne s’épousent-ils pas?
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

Ne me quitte pas
Je ne vais plus pleurer
Je ne vais plus parler
Je me cacherai là
À te regarder
Danser et sourire
Et à t’écouter
Chanter et puis rire
Laisse-moi devenir
L’ombre de ton ombre
L’ombre de ta main
L’ombre de ton chien
Mais
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

Traduzione italiana –
Non lasciarmi

Non lasciarmi
Dobbiamo dimenticare
Tutto può essere dimenticato
Ciò che già fugge via
Dimenticare il tempo
delle incomprensioni
E tempo perso
a sapere come
Dimenticare quelle ore
Che a volte hanno ucciso
A colpi di perché
Il cuore della felicità
Non lasciarmi
Non lasciarmi
Non lasciarmi
Non lasciarmi

Ti offrirò
Perle di pioggia
Provenienti da paesi
Dove non piove
Scaverò la terra
Fino a dopo la mia morte
Per coprire il tuo corpo
Con oro e luce
Farò un dominio
Dove l’amore sarà re
Dove l’amore sarà legge
Dove tu sarai regina
Non lasciarmi
Non lasciarmi
Non lasciarmi
Non lasciarmi

Non lasciarmi
Inventerò per te
Delle parole senza senso
Che tu capirai
Ti parlerò
Di quegli amanti
Che hanno visto due volte
I loro cuori accendersi
Ti racconterò
La storia di questo re
Morto per non aver
Potuto reincontrarti
Non lasciarmi
Non lasciarmi
Non lasciarmi
Non lasciarmi

Abbiamo visto spesso
Il fuoco sgorgare
Dall’antico vulcano
Che si pensava fosse troppo vecchio
Lo è, a quanto pare
Dalla terra bruciata
Che dà più grano
Di un aprile migliore
E quando arriva la sera
Perché un cielo splenda
Il rosso e il nero
Non si sposano?
Non lasciarmi
Non lasciarmi
Non lasciarmi
Non lasciarmi

Non lasciarmi
Non piangerò più
Non parlerò più
Mi nasconderò là
A guardarti
Ballare e sorridere
E ad ascoltarti
Cantare e poi ridere
Lasciami diventare
L’ombra della tua ombra
L’ombra della tua mano
L’ombra del tuo cane
Ma
Non lasciarmi
Non lasciarmi
Non lasciarmi
Non lasciarmi

Qui la versione in italiano di Gino Paoli:

Fonte:

https://fr.wikipedia.org/wiki/Ne_me_quitte_pas

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