Pubblicità

Hotel Supramonte – Fabrizio De André

Passerà questa pioggia sottile
come passa il dolore
Ma dove, dov’è il tuo cuore.
..

TITOLO: Hotel Supramonte
AUTORI: Massimo Bubola, Fabrizio De Andre’
GENERE: canzone d’autore
ANNO: 1981

Hotel Supramonte” è una delle canzoni più intime e commoventi di Fabrizio De André. Nasce dal riadattamento di un brano di Massimo Bubola, intitolato inizialmente Hotel Miramonti e scritto all’Hotel Miralago di Alleghe. Dopo il sequestro che nel 1979 colpì De André e Dori Ghezzi in Sardegna, la canzone assume una nuova forma e diventa il racconto poetico di quell’esperienza, trasformando il Supramonte, massiccio montuoso usato come rifugio dai banditi, in un albergo immaginario dove i due “ospiti” sono i prigionieri.

L’“Hotel Supramonte” è un luogo reale e simbolico insieme: da una parte rimanda al Supramonte sardo, luogo dove furono tenuti sotto sequestro dai rapitori per quattro mesi; dall’altra diventa un albergo dell’anima, uno spazio interiore dove restano scolpite le ferite, i ricordi, ma anche i legami più profondi. Le immagini che compaiono condensano sentimenti contrastanti: amore e dolore, desiderio e assenza, verità e menzogna, perdita e resistenza, precarietà e protezione.
Il finale apre a un futuro fragile, ma ancora possibile, fatto di “nuvole e sole”: È la consapevolezza che il dolore non si cancella, ma si attraversa. Tra paure e speranze, emerge la forza di un amore capace di resistere anche nelle condizioni più dure.

Il tono del brano è raccolto e personale: sembra una conversazione a bassa voce, quasi una ninna nanna capace di attenuare la durezza di quei giorni.
Alla voce di De André si accompagnano pochi strumenti acustici – chitarra, basso e violino – con un leggero intervento di archi elettronici nella parte finale. Proprio questa essenzialità sonora contribuisce a creare un’atmosfera intima e sospesa, che rende ancora più intenso il legame tra parole e musica.

La canzone, con la sua intensità lirica e la sua musicalità essenziale, restituisce non solo l’eco di un trauma personale, ma un sentimento universale di perdita e di speranza sospesa.
In questo senso “Hotel Supramonte” resta la testimonianza emotiva più diretta della prigionia di De André, ma anche una delle sue creazioni più delicate e struggenti, capace di trasformare il dolore in poesia.

Ecco il video della canzone:

-testo-
Hotel Supramonte

E se vai all’Hotel Supramonte e guardi il cielo
Tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
E una lettera vera di notte, falsa di giorno
E poi scuse, accuse e scuse senza ritorno

E ora viaggi, ridi, vivi o sei perduta
Col tuo ordine discreto dentro il cuore
Ma dove, dov’è il tuo amore
Ma dove è finito il tuo amore

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
Grazie a te ho una barca da scrivere, ho un treno da perdere
E un invito all’Hotel Supramonte dove ho visto la neve
Sul tuo corpo così dolce di fame, così dolce di sete

Passerà anche questa stazione senza far male
Passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
Ma dove, dov’è il tuo cuore
Ma dove è finito il tuo cuore

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
Ora il tempo è un signore distratto, è un bambino che dorme
Ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
Cosa importa se sono caduto, se sono lontano

Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
Perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
Ma dove, dov’è il tuo amore
Ma dove è finito il tuo amore

Informazioni sul sequestro:

Nel 1979 Fabrizio De André e la sua compagna Dori Ghezzi furono rapiti in Sardegna dall’Anonima sequestri. La coppia viveva da alcuni anni in Gallura, dove si era trasferita per condurre una vita semplice e dedicarsi alla campagna.

La sera del 27 agosto tre uomini armati entrarono nella loro casa all’Agnata e li portarono via. Dopo un lungo e faticoso trasferimento a piedi, furono nascosti per mesi nelle montagne vicino a Pattada, sorvegliati da custodi incappucciati.
Sebbene il massiccio del Supramonte sia effettivamente stato usato come nascondiglio da molti famosi criminali sardi, De André e la Ghezzi non furono mai tenuti prigionieri in tale luogo.
Le condizioni di vita furono durissime: notti all’aperto o in tende improvvisate, cibo scarso, freddo intenso. Durante la prigionia i rapitori trattarono il riscatto con la famiglia di De André, inizialmente chiedendo due miliardi di lire. Dopo lunghe trattative, contrasti interni alla banda e vari tentativi di mediazione, la cifra fu ridotta a circa 550 milioni di lire.

Dori fu liberata la sera del 20 dicembre, mentre Fabrizio tornò in libertà il giorno dopo: erano passati 117 giorni dal sequestro. Poco dopo iniziarono gli arresti: grazie alle indagini furono individuati i basisti, i custodi e gli organizzatori, alcuni dei quali collaborarono con la giustizia ottenendo pene ridotte.

Il processo portò a condanne fino a 25 anni di carcere. De André e Ghezzi si costituirono parte civile contro i mandanti, ma dichiararono di aver perdonato i loro carcerieri.

FONTI:

https://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_De_Andr%C3%A9_(album_1981)#Hotel_Supramonte

Fabrizio De André. La storia dietro ogni canzone – Guido Michelone

Tutto De Andrè: Il racconto di 131 canzoni – Federico Pistone

https://it.wikipedia.org/wiki/Sequestro_di_Fabrizio_De_Andr%C3%A9_e_Dori_Ghezzi

5,0 / 5
Grazie per aver votato!
PubblicitàPubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.