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Ho visto Nina volare Tra le corde dell’altalena Un giorno la prenderò Come fa il vento alla schiena...
TITOLO: Ho visto Nina volare AUTORI: Fabrizio De André, Ivano Fossati GENERE: canzone d’autore ANNO: 1996
‘Ho visto Nina volare‘ è una canzone di Fabrizio De André, considerata una delle più belle e ispirate dell’album Anime Salve, realizzato insieme ad Ivano Fossati. Il brano prende spunto dai ricordi d’infanzia del cantautore, che durante la seconda guerra mondiale con la sua famiglia visse per un periodo nelle campagne astigiane, dove il padre aveva comprato la ‘Cascina dell’Orto’; qui Fabrizio conobbe una ragazzina sua coetanea, Nina Manfieri, che divenne sua compagna di giochi; spesso la osservava dondolarsi sull’altalena, ed è possibile che lei sia stata anche il suo primo amore.
La canzone mescola questi ricordi d’infanzia a suggestioni fiabesche; in un atmosfera sospesa tra sogno e realtà, il protagonista, un giovane contadino, racconta del suo amore proibito per Nina, che osserva ‘volare’ tra le corde dell’altalena, sognando un giorno di poterla afferrare. C’è un senso di attesa e di inquietudine, amplificato dalla paura del giudizio del padre, che spinge il protagonista a immaginare la fuga pur di seguire i propri sentimenti. Nina che vola sull’altalena simbolicamente rappresenta il sogno di libertà che il protagonista può solo ammirare a distanza; ma allo stesso tempo per lui quell’immagine rappresenta anche la spinta verso la crescita interiore e la consapevolezza di sé. Il ritornello “mastica e sputa” richiama il gesto di separare il miele dalla cera, un gesto che sia De André che Fossati avevano osservato compiere dagli apicoltori in Basilicata; qui diventa metafora del percorso di vita, fatto di dolcezza e fatica. La luce lontana che si accende e si spegne suggerisce un destino incerto, come se il protagonista fosse in bilico tra speranza e rassegnazione. L’atmosfera è malinconica e misteriosa, con un senso di fuga e di ricerca continua.
Musicalmente il brano è stato composto in circa quaranta minuti da De André e Ivano Fossati. La melodia sospesa e malinconica si sposa con il testo poetico e riflessivo, creando un’atmosfera intima e sognante. Fossati ha raccontato che l’ispirazione musicale gli venne da una suggestione tratta da Fina Estampa di Caetano Veloso, un album che entrambi ascoltavano con grande coinvolgimento.
Più di cinquant’anni dopo, De André tornò in quei luoghi della sua infanzia, ritrovò Nina, e le confermò che quella canzone era dedicata a lei.
‘Ho visto Nina volare’ non è solo un ricordo personale, ma una riflessione più ampia sul desiderio, la solitudine e la crescita interiore. La solitudine, in questo contesto, non assume una connotazione negativa, ma diventa un momento di maturazione e connessione con l’assoluto, come suggerisce il verso “Quale sarà la mano che illumina le stelle”. La canzone si inserisce così nel filone narrativo di Anime Salve, dedicato agli “spiriti solitari” in cerca di sé stessi e della propria libertà.
Ecco il video della canzone:
-testo- Ho visto Nina volare
Mastica e sputa Da una parte il miele Mastica e sputa Dall’altra la cera Mastica e sputa Prima che venga neve
Luce luce lontana Più bassa delle stelle Sarà la stessa mano Che ti accende e ti spegne
Ho visto Nina volare Tra le corde dell’altalena Un giorno la prenderò Come fa il vento alla schiena
E se lo sa mio padre Dovrò cambiar paese Se mio padre lo sa M’imbarcherò sul mare
Mastica e sputa Da una parte il miele Mastica e sputa Dall’altra la cera Mastica e sputa Prima che faccia neve
Stanotte è venuta l’ombra L’ombra che mi fa il verso Le ho mostrato il coltello E la mia maschera di gelso
E se lo sa mio padre Mi metterò in cammino Se mio padre lo sa M’imbarcherò lontano
Mastica e sputa Da una parte la cera Mastica e sputa Dall’altra parte il miele Mastica e sputa Prima che metta neve
Ho visto Nina volare Tra le corde dell’altalena Un giorno la prenderò Come fa il vento alla schiena
Luce luce lontana Che si accende e si spegne Quale sarà la mano Che illumina le stelle