Pierre sono grande ed ho capito sai
Io ti rispetto
Resta quel che sei
Tu che puoi...
“Pierre” è una canzone dei Pooh pubblicata per la prima volta nel 1976 all’interno dell’album Poohlover. Tratta un tema molto delicato e importante per l’epoca: l’omosessualità, che in quegli anni era ancora considerata un tabù. L’idea di affrontare questo tema nacque da Valerio Negrini, che ne parlò con Roby Facchinetti. Roby impiegò circa due anni per trovare una melodia capace di esprimere la delicatezza richiesta dal testo. Quando finalmente la musica fu pronta, Negrini scrisse un testo che parlava in modo diretto ma rispettoso di diversità, emarginazione e responsabilità collettiva.
Fu una scelta coraggiosa, perché in quegli anni era raro che un gruppo pop affrontasse apertamente certi argomenti.
La canzone racconta la storia di un ragazzo, Pierre, che già fin dai tempi della scuola appare diverso dagli altri; un compagno lo ricorda come più fragile, delicato, e triste, anche perché a volte deriso dagli altri. Un giorno questo stesso compagno lo rivede casualmente, e lo riconosce, anche se lui si nasconde, imbarazzato; è diverso, è truccato, ma gli occhi sono quelli di allora. Il brano si chiude con un messaggio di comprensione e affetto, invitando Pierre a restare sé stesso senza paura, riconoscendogli una libertà che altri non hanno.
Anche musicalmente il brano si distingue: la voce solista è di Roby, con interventi vocali di Dodi Battaglia, che suona anche un assolo di chitarra classica — il primo della sua carriera — accompagnato da un quartetto d’archi e flauto, contribuendo a creare un’atmosfera intima e intensa.
Con gli anni, “Pierre” è diventata una delle canzoni più rappresentative del gruppo, spesso eseguita nei concerti dal vivo, anche in versioni sinfoniche o riarrangiate.
“Pierre” ha avuto anche una certa diffusione internazionale: è stata tradotta in inglese nel progetto Hurricane, anche se con un testo del tutto diverso e privo del significato originale, e reinterpretata in tedesco da Milva. Numerosi artisti italiani l’hanno poi ripresa nel corso degli anni, contribuendo a mantenerla viva come esempio di canzone d’autore capace di unire impegno sociale, sensibilità musicale e poesia.
Nel 2016, per i 50 anni della band, è stata ripubblicata come singolo e incisa di nuovo a cinque voci, accompagnata da un videoclip diretto da Cosimo Alemà. Il video, che racconta visivamente la storia evocata dalla canzone, non è una semplice illustrazione del testo, ma aggiunge nuovi livelli di significato attraverso una narrazione cinematografica semplice ed efficace.
-testo-
Pierre
Penso a te
Ricordo, si rideva tra noi
Di quel tuo sguardo di bambina
Di quella tua dolcezza strana
Triste
Pierre ti ho rivisto questa sera e tu
Tu abbassi gli occhi
Ti nascondi e poi
Te ne vai
Scusami se ti ho riconosciuto però
Sotto il trucco gli occhi sono i tuoi
Non ti arrendi a un corpo che non vuoi
Senti
FONTI:
https://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_(Pooh)
POOH – Tutti i testi e la storia dietro le canzoni – Andrea Pedrinelli




