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Spalle al muro – Renato Zero

Vecchio
Diranno che sei vecchio
Con tutta quella forza che c’è in te
Vecchio
Quando non è finita, hai ancora tanta vita…

TITOLO: Spalle al muro
AUTORE: Mariella Nava
GENERE: pop
ANNO: 1991

‘Spalle al muro‘ è la canzone con cui Renato Zero partecipò al Festival di Sanremo del 1991, classificandosi secondo. La canzone fu scritta dalla sua amica e collaboratrice Mariella Nava, che gliela donò per il suo 40esimo compleanno. Affronta il tema della vecchiaia, descrivendo il dolore e la frustrazione di chi, pur avendo ancora molto da dare, viene considerato “vecchio” e messo ai margini della società.

Nel testo viene spesso ripetuta la parola ‘vecchio‘, rivolta a chi viene considerato considerato lento, stanco, e le cui opinioni non vengono più apprezzate, mentre nuove idee vengono considerate superiori. Tuttavia, l’anziano protagonista non si arrende, sentendo dentro di sé ancora tanta voglia di vivere , amore e desiderio di esprimersi.

L’interpretazione di Renato Zero al Festival è stata molto intensa ed emozionante; sia la critica che il pubblico hanno molto apprezzato il brano; alla fine il pubblico gli ha dedicato un lunghissimo, commosso applauso, portati a pensare anche che la canzone avesse uno spunto autobiografico e si riferisse ad un prossimo ritiro dalle scene del cantante.
La canzone parla di un uomo messo ai margini, e ha saputo creare un forte legame tra l’artista (come uomo di spettacolo, soggetto alle mode) e l‘uomo comune (destinato a soccombere al tempo che passa): tutti noi prima o poi invecchieremo; questo permette a tutti di empatizzare e immedesimarsi profondamente con le parole del brano.

Ecco il video con Renato Zero che canta la canzone a Sanremo e alla fine ringrazia il pubblico:

-testo-
Spalle al muro

Spalle al muro
Quando gli anni son fucili contro
Qualche piega sulla pelle tua
I pensieri tolgono il posto alle parole
Sguardi bassi alla paura di ritrovarsi soli
E la curva dei tuoi giorni non è più in salita
Scendi piano, dai ricordi in giù
Lasceranno che i tuoi passi sembrino più lenti
Disperatamente al margine di tutte le correnti

Vecchio
Diranno che sei vecchio
Con tutta quella forza che c’è in te
Vecchio
Quando non è finita, hai ancora tanta vita
E l’anima la grida e tu lo sai che c’è

Ma sei vecchio
Ti chiameranno vecchio
E tutta la tua rabbia viene su
Vecchio, sì
Con quello che hai da dire
Ma vali quattro lire, dovresti già morire
Tempo non c’è ne più
Non te ne danno più

E ogni male fa più male
Tu risparmia il fiato
Prendi presto tutto quel che puoi
E faranno in modo che il tuo viso sembri stanco
Inesorabilmente più appannato per ogni pelo bianco

Vecchio
Vecchio

Vecchio
Mentre ti scoppia il cuore, non devi far rumore
Anche se hai tanto amore da dare a chi vuoi tu

Ma sei vecchio
Ti insulteranno, vecchio
Con tutto quella smania che sai tu
Vecchio, sì
E sei tagliato fuori
Quelle tue convinzioni, le nuove son migliori
Le tue non vanno più
Ragione non hai più

Vecchio, sì
Con tanto che faresti
Adesso che potresti non cedi perché esisti

Perché respiri tu…

FONTI:

https://it.wikipedia.org/wiki/Spalle_al_muro

Luca Beatrice, ‘Zero’

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