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Disperato – Marco Masini

Quando sei disperato
Come me senza te.
..

TITOLO: Disperato
AUTORI: Giancarlo Bigazzi, Giuseppe Dati, Marco Masini
GENERE: pop rock
ANNO: 1990

Disperato” è una canzone di Marco Masini, da lui scritta insieme a Giancarlo Bigazzi e Beppe Dati; fu presentata da Masini al Festival di Sanremo del 1990. È il suo debutto sul palco dell’Ariston e il brano vince nella categoria “Novità”, risultato che gli permette di tornare l’anno successivo tra i “Campioni”. La canzone viene poi inserita nell’album “Marco Masini”, il primo disco della sua carriera.

“Disperato” si presenta come una ballata rock con forti influenze gospel, interpretata da Masini in modo molto intenso e diretto. Il testo racconta una storia d’amore finita, esprimendo i sentimenti di un ragazzo fragile che prova rabbia, senso di colpa e disperazione, finendo per sfogare il suo disagio con comportamenti autodistruttivi. Urla il suo dolore in una notte vissuta per le strade e i bar della città, accennando anche ad una ‘lei’ che serve da ‘ripiego’; con ogni probabilità non si tratta di un’altra donna, ma dell‘eroina, con cui prova a tamponare il vuoto che sente, anche se poi comprende che quella ‘lei’ non è la via d’uscita.

Il brano colpisce anche per il linguaggio piuttosto crudo, tanto che in fase di presentazione a Sanremo fu segnato da problemi di censura. Alcune frasi del testo originale facevano riferimento esplicito alla droga e a comportamenti violenti, come l’immagine dell’“ago disperato” o l’espressione “spacco la città”. Alberto Bevilacqua, membro della commissione giudicatrice, giudicò questi passaggi “eccessivi” e inizialmente bocciò la canzone.
Per riuscire a partecipare al Festival, Masini e Bigazzi furono costretti a modificare il testo all’ultimo momento. Durante l’esibizione a Sanremo le frasi più forti vennero attenuate, sostituendo l’“ago” con il “fuoco”, “spacco la città” con “asciugo i bar della città” e “annaffio il muro” con “scrivo il muro”.
Il testo inciso su disco e cantato dal vivo da Masini riprende invece la versione originale censurata.

Masini si presenta a Sanremo seguendo i consigli del suo ‘mentore’ Giancarlo Bigazzi, ma alcuni vanno a colpire un po’ troppo in profondità la sua persona; ad esempio, Bigazzi vorrebbe imporgli ‘Masoni’ come nome d’arte, più altisonante rispetto a ‘Masini’; inoltre vorrebbe che si vestisse in modo più ‘figo’, più da ‘rockstar’.
Masini non lo ascoltò, e pensò da sé al suo look per il festival, acquistando con poche lire un giubbotto, dei jeans strappati e una maglietta. Una scelta precisa, legata all’idea che la musica debba parlare da sola, senza bisogno di abbellimenti, perché il centro di tutto era il brano e la sua forza espressiva.

La critica apprezzò la canzone per il suo modo nuovo di raccontare la fine di una storia, attingendo ad un realismo più duro e complesso.
Fin da subito il brano ottenne un grande riscontro nelle vendite, e nel tempo riscosse un successo costante e duraturo.

-testo-
Disperato

Quando tu metti in moto
Come me senza te
Quando tu
Spacchi il vetro
Come me senza te
Quando stai in agguato
Come me senza te
Quando sei disperato
Come me senza te

E quando torno a lei mi faccio quasi pena
E più che non ci sei e più che voglio te
Voglio ancora le tue dita che graffiano la schiena
Lei non è una via d’uscita e forse non ce n’è

E quando sei disperato
Come me senza te
Quando sai
Di essere sbagliato come me
Ché muoio senza te

E me ne frego della libertà
Stanotte vado e spacco la città
Con questo ago disperato in me
Senza te

E allora annaffio il muro con il mio veleno
Amore a muso duro accidenti a te
Accidenti a questa vita che corre come un treno
No, non c’è una via d’uscita, lo so che non ce n’è

Quando sei disperato
Come me senza te disperato
(Quando sei disperato)
Come me, ché muoio senza te
(Quando sei disperato)

FONTI:

https://it.wikipedia.org/wiki/Disperato/Meglio_solo

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