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Ti regalerò una rosa – Simone Cristicchi

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare.
..

TITOLO: Ti regalerò una rosa
AUTORE: Simone Cristicchi
GENERE: Pop rap, canzone d’autore, conscious hip hop
ANNO: 2007

Ti regalerò una rosa‘ è la canzone con cui Simone Cristicchi ha vinto il Festival di Sanremo 2007. È una delle canzoni più intense e toccanti della musica italiana. Con una narrazione struggente, denuncia le condizioni disumane in cui per anni sono stati costretti a vivere i malati psichiatrici in Italia, prima della Legge Basaglia (1978), che portò alla chiusura dei manicomi.
Oltre a una potente denuncia sociale, “Ti regalerò una rosa” è un inno alla dignità di chi è stato isolato, un invito a ricordare e comprendere una parte dolorosa della nostra storia.

La canzone racconta la storia di Antonio, un uomo rinchiuso per quarant’anni in un manicomio, che scrive una lettera a Margherita, la donna che ha amato. Attraverso le sue parole, emergono il dolore della reclusione, la solitudine e la sofferenza di chi è considerato “matto” dalla società. Ricorda i momenti di affetto vissuti tra i reparti, un amore fragile e clandestino in un luogo dove la dignità viene annientata.
La rosa diventa simbolo di amore e speranza, un gesto di consolazione per chi soffre e un ultimo dono per Margherita, la donna che non ha mai smesso di aspettare.
Nel finale, Antonio sale sul tetto e, con parole struggenti, lascia intendere di volersi liberare definitivamente dal dolore, perché, nonostante tutto, lui sa ancora volare.

L’idea della canzone nasce durante un viaggio di Cristicchi a Girifalco, in Calabria, dove sorge un enorme ex-manicomio. Colpito dall’ambiente e dalle storie dei pazienti, decide di visitare altre strutture simili in Italia.
Cristicchi ha dichiarato che la canzone si ispira in particolare a delle vere lettere trovate nell’ex-manicomio di Volterra, scritte da pazienti dimenticati per decenni.
Da questo viaggio è nato anche il documentario “Dall’altra parte del cancello”, che raccoglie testimonianze di ex-pazienti, medici e infermieri. Il progetto include anche un libro (Centro d’igiene mentale) e un DVD allegato all’album Dall’altra parte del cancello, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sulla realtà dei manicomi.

“Ti regalerò una rosa” ha conquistato pubblico e critica, vincendo il Festival di Sanremo 2007, ma anche il Premio della Critica “Mia Martini” e il Premio Sala Stampa Radio-TV.

Ecco il video della canzone, girato in ex-manicomi abbandonati come quelli di Cogoleto e Quarto dei Mille (Genova). Ha vinto il Premio Videoclip Italiano 2007:

-testo-
Ti regalerò una rosa

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio, misurate le distanze
E guardate tra me e voi, chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare

FONTI:

https://it.wikipedia.org/wiki/Ti_regaler%C3%B2_una_rosa

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