Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare...
L’idea della canzone nasce durante un viaggio di Cristicchi a Girifalco, in Calabria, dove sorge un enorme ex-manicomio. Colpito dall’ambiente e dalle storie dei pazienti, decide di visitare altre strutture simili in Italia.
Cristicchi ha dichiarato che la canzone si ispira in particolare a delle vere lettere trovate nell’ex-manicomio di Volterra, scritte da pazienti dimenticati per decenni.
Da questo viaggio è nato anche il documentario “Dall’altra parte del cancello”, che raccoglie testimonianze di ex-pazienti, medici e infermieri. Il progetto include anche un libro (Centro d’igiene mentale) e un DVD allegato all’album Dall’altra parte del cancello, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sulla realtà dei manicomi.
“Ti regalerò una rosa” ha conquistato pubblico e critica, vincendo il Festival di Sanremo 2007, ma anche il Premio della Critica “Mia Martini” e il Premio Sala Stampa Radio-TV.
-testo-
Ti regalerò una rosa
Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio, misurate le distanze
E guardate tra me e voi, chi è più pericoloso?
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
FONTI:
https://it.wikipedia.org/wiki/Ti_regaler%C3%B2_una_rosa




