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Una vita da mediano – Luciano Ligabue

Una vita da mediano
A recuperar palloni
Nato senza i piedi buoni…

TITOLO: Una vita da mediano
AUTORE: Luciano Ligabue
GENERE: soft rock
ANNO: 1999

Una vita da mediano” è uno dei brani più rappresentativi di Luciano Ligabue, pubblicato nel 1999 come primo singolo dell’album Miss Mondo. La canzone nasce in un momento particolare della sua carriera, subito dopo l’enorme successo di Buon compleanno Elvis!, del doppio live Su e giù da un palco e del film Radiofreccia. In quegli anni Ligabue si trovò a riflettere sul sul fatto che la fama non garantisce automaticamente la felicità. Il successo è qualcosa di effimero e il più delle volte, invece che risolvere i problemi, li amplifica.

Lo stesso cantautore non si sentiva a suo agio nei panni della rockstar, vedeva che con il successo erano aumentate anche pressioni, critiche, aspettative da soddisfare, falsità spacciate per vere dai media. Ha raccontato di aver vissuto anche una sorta di ‘senso di colpa‘ per la popolarità raggiunta. Attraverso questa canzone volle quindi ricordare che dietro i risultati ottenuti c’erano anni di lavoro, sacrifici e impegno. Da qui nasce la figura del “mediano“, con cui anche Ligabue si identifica: è il calciatore che corre, recupera palloni e lavora nell’ombra per permettere agli altri di fare goal. Il mediano aiuta i compagni e gli toccano i compiti più faticosi, ma raramente segna o riceve gli applausi del pubblico.

Ligabue ha sempre amato il calcio e l’ha sempre praticato, fin da bambino; qui lo utilizza come metafora della vita. Secondo Ligabue, non tutti nascono campioni o fuoriclasse: molti sono chiamati a svolgere compiti meno appariscenti ma altrettanto importanti. Il mediano rappresenta chi affronta le difficoltà quotidiane con costanza, responsabilità e spirito di sacrificio, senza essere necessariamente al centro dell’attenzione.

L’esempio scelto da Ligabue è quello di Gabriele “Lele” Oriali, storico centrocampista dell’Inter e della Nazionale italiana. Il cantautore ha spiegato che, ricordando la finale dei Mondiali del 1982 contro la Germania Ovest, mentre molti conservano nella memoria i gol e le esultanze, lui ricorda soprattuttoi contrasti, le fatiche e i colpi subiti da Oriali durante la partita. Per Ligabue era il simbolo perfetto di chi contribuisce in modo decisivo al successo della squadra senza ricevere la stessa visibilità dei protagonisti.

Dal punto di vista musicale, il brano è caratterizzato da un tono solenne ed epico. Un ruolo importante è svolto dagli arrangiamenti orchestrali curati da Piero Milesi ed eseguiti dalla London Session Orchestra. Gli archi furono registrati nei celebri Abbey Road Studios di Londra e contribuirono a dare maggiore forza emotiva al messaggio della canzone.

Il singolo ottenne un notevole successo radiofonico e raggiunse la vetta della classifica airplay. Negli anni è diventato uno dei brani più amati del repertorio di Ligabue, anche perché il suo messaggio va oltre il calcio e parla di lavoro, impegno, umiltà e perseveranza.
Proprio per questo molti ascoltatori si sono riconosciuti nella figura del mediano, trasformando la canzone in una sorta di inno dedicato a chi lavora duramente senza cercare necessariamente i riflettori.

Ecco il video della canzone; alle fine si vede Ligabue che rimane da solo a palleggiare; il pallone che usa è quello con cui Vieri segnò tre goal alla sua partita d’esordio,

Testo-
Una vita da mediano

Una vita da mediano
A recuperar palloni
Nato senza i piedi buoni
Lavorare sui polmoni
Una vita da mediano
Con dei compiti precisi
A coprire certe zone
A giocare generosi
Lì, sempre lì
Lì nel mezzo
Finché ce n’hai stai lì

Una vita da mediano
Da chi segna sempre poco
Che il pallone devi darlo
A chi finalizza il gioco
Una vita da mediano
Che natura non ti ha dato
Né lo spunto della punta
Né del 10, che peccato
Lì, sempre lì
Lì nel mezzo
Finché ce n’hai stai lì
Stai lì, sempre lì
Lì nel mezzo
Finché ce n’hai
Finché ce n’hai stai lì

Una vita da mediano
Da uno che si brucia presto
Perché quando hai dato troppo
Devi andare e fare posto
Una vita da mediano
Lavorando come Oriali
Anni di fatica e botte
E vinci casomai i mondiali
Lì, sempre lì
Lì nel mezzo
Finché ce n’hai stai lì
Stai lì, sempre lì
Lì nel mezzo
Finché ce n’hai
Finché ce n’hai stai lì

« Io sono nato, cresciuto e morirò mediano. Dio, o chi per lui, non mi ha dato le capacità tecniche di Maradona, di Platini o di Ronaldo. lo ho i mezzi tecnici del mediano, che non può far altro che allenarsi, impegnarsi e spolmonarsi per fare il gioco di squadra che ha in testa.
Io da sempre ci metto questo tipo di impegno, cercando di sopperire alle mie carenze tecniche: purtroppo non scriverò mai come Bob Dylan, né avrò mai la genialità di un Jack Kerouac o di uno Stanley Kubrick. E non conta il successo che ho avuto o che avrò: questo è ciò che posso fare».
{Liga. La biografia – Massimo Poggini }

Incuriosisce parecchio anche la copertina, in cui appare una ragazza incinta con la fascia da Miss Mondo. «È una mia idea» racconta Luciano. «Volevo raffigurare un simbolo forte e potente come Miss Mondo, che è la massima espressione di quanto il successo sia fatuo e inutile. Per un minuto questa ragazza è la più desiderata dagli uomini e la più invidiata dalle donne. L’iconografia è perfetta: lei che piange, il trucco che si disfa, le altre ragazze fanno finta di essere contente per lei, anche se in realtà la odiano. Poi, trascorso questo minuto, nessuno si ricorda la sua faccia. Purtroppo, nasciamo e cresciamo con l’idea che avere successo sia quasi un obbligo. Già all’asilo siamo competitivi: vogliamo avere il gioco migliore ed essere al centro dell’attenzione. Così lo inseguiamo in maniera ossessiva, anche se è stato dimostrato che non è grazie al successo che si raggiunge la serenità o la felicità: si risolvono alcuni problemi, ma se ne creano altri.»

E aggiunge: «Chiaramente la nascita di Lorenzo mi rende particolarmente sensibile rispetto a questo tema. Ma stavolta volevo dire soltanto che le donne incinte mediamente sono belle, perché hanno una luce particolare negli occhi. Infatti non capisco perché non possano partecipare ai concorsi di bellezza. Inoltre, siccome l’album originariamente doveva intitolarsi Miss Mondo ’99, mi piaceva l’idea che questo bambino nella pancia fosse una sorta di traghettatore verso qualcosa, un segnale di speranza per il nuovo millennio alle porte».
{Liga. La biografia – Massimo Poggini }

Fonte:

https://it.wikipedia.org/wiki/Una_vita_da_mediano

1000 canzoni che ci hanno cambiato la vita – Ezio Guaitamacchi

La vita non è in rima (per quello che ne so) – Intervista sulle parole e i testi – Giuseppe Antonelli, Luciano Ligabue

Liga. La biografia – Massimo Poggini 

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