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Amerigo – Francesco Guccini

Quand’io l’ho conosciuto,
o inizio a ricordarlo,
era già vecchio
O così a me sembrava.
..

TITOLO: Amerigo
AUTORI: Francesco Guccini
GENERE: canzone d’autore
ANNO: 1978

Amerigo” è una canzone di Francesco Guccini. una lunga ballata dal carattere folk che Guccini stesso considerava una delle sue canzoni più belle, complete e ricche di elementi.

La canzone racconta la storia di Enrico Guccini, prozio di Francesco e fratello del nonno paterno, emigrato negli Stati Uniti nei primi anni del Novecento in cerca di lavoro. Il nome “Amerigo” nasce dal soprannome con cui Enrico veniva chiamato a Pàvana: “Nerico”, poi “Merigo”, che richiama così l’America.
La canzone inizia con lui
Enrico partì da Pàvana e, arrivato negli Stati Uniti, lavorò duramente nelle miniere di carbone e antracite, spostandosi in diversi Stati. Dopo molti anni tornò in Italia, ormai segnato dalla fatica e dalla malattia, e morì a Pàvana nel 1963.

Guccini ha composto la canzone utilizzando la chitarra come accompagnamento al suo racconto, che procede con immagini concrete e molto visive, come la porta verde, che il protagonista chiude dietro di sé, quando comincia il suo viaggio; poi appaiono i grattacieli, le miniere e i paesaggi americani, alternando scene quotidiane e immagini poetiche.

Il tema centrale della canzone è il contrasto tra due immagini dell’America. Da una parte c’è quella idealizzata che Guccini aveva assorbito nell’infanzia attraverso i fumetti, il cinema, i film western e gli scrittori americani: un’America affascinante e legata al sogno americano.
Dall’altra c’è l’America vissuta realmente dal prozio, fatta di lavoro durissimo nelle miniere, solitudine, difficoltà con una lingua sconosciuta, nostalgia per Pàvana e condizioni di vita difficili.
Il sogno americano viene così confrontato con la dura realtà di molti emigranti italiani.

Il significato più profondo emerge nel finale: Guccini dice che da bambino non poteva capire, ma poi con il tempo ha riconosciuto quanto quell’uomo gli somigliasse, quanto fossero simili le loro vite. Lo zio che era partito tanti anni prima per cercare la propria strada diventa così una sorta di anticipazione dello stesso percorso del cantautore, che aveva lasciato Pàvana per costruirsi una vita diversa.
Per questo Guccini ha potuto dire “Amerigo sono anch’io”, esprimendo il desiderio di poter un giorno incontrare nuovamente il suo prozio, non solo come persona, ma come parte della propria identità e della propria storia.
La canzone non traccia quindi solo la storia di un familiare che ha vissuto la realtà dell’emigrazione, ma diventa anche una riflessione personale sul partire, sul cercare il proprio posto nel mondo e sul rapporto con le proprie radici.

‘Amerigo’ fu pubblicata nel 1978 nell’album omonimo, del quale è la traccia d’apertura e la title track.

Una curiosità importante è che lo zio Enrico era presente nella celebre fotografia di famiglia utilizzata come copertina dell’album “Radici” del 1972: è l’uomo piuttosto basso in piedi sulla sinistra.
In questo modo la figura dell’emigrante, presente fisicamente nella storia familiare di Guccini, entra anche nella sua produzione musicale.

Ecco il video della canzone:

-testo-
Amerigo

Probabilmente uscì chiudendo dietro a se la porta verde
Qualcuno si era alzato a preparargli in fretta un caffè d’orzo
Non so se si girò, non era il tipo d’uomo che si perde
In nostalgie da ricchi, e andò per la sua strada senza sforzo

Quand’io l’ho conosciuto, o inizio a ricordarlo, era già vecchio
O così a me sembrava, ma allora non andavo ancora a scuola
Colpiva il cranio raso e un misterioso e strano suo apparecchio
Un cinto d’ernia che sembrava una fondina per la pistola

Ma quel mattino aveva il viso dei vent’anni senza rughe
E rabbia ed avventura e ancora vaghe idee di socialismo
Parole dure al padre e dietro tradizione di fame e fughe
E per il suo lavoro, quello che schianta e uccide: il fatalismo

Ma quel mattino aveva quel sentimento nuovo per casa e madre
E per scacciarlo aveva in corpo il primo vino di una cantina
E già sentiva in faccia l’odore d’olio e mare che fa Le Havre1
E già sentiva in bocca l’odore della polvere della mina

L’America era allora, per me i G.I. Di Roosvelt2, la quinta armata
L’America era Atlantide, l’America era il cuore, era il destino
L’America era Life3, sorrisi e denti bianchi su patinata
L’America era il mondo sognante e misterioso di Paperino

L’America era allora per me provincia dolce, mondo di pace
Perduto paradiso, malinconia sottile, nevrosi lenta
E Gunga-Din4 e Ringo, gli eroi di Casablanca e di Fort Apache
Un sogno lungo il suono continuo ed ossessivo che fa il Limentra5

Non so come la vide quando la nave offrì New York vicino
Dei grattacieli il bosco, città di feci e strade, urla, castello
E Pavana un ricordo lasciato tra i castagni dell’Appennino
L’inglese un suono strano che lo feriva al cuore come un coltello

E fu lavoro e sangue e fu fatica uguale mattina e sera
Per anni da prigione, di birra e di puttane, di giorni duri
Di negri ed irlandesi, polacchi ed italiani nella miniera
Sudore d’antracite in Pennsylvania, Arkansas, Texas, Missouri

Tornò come fan molti, due soldi e giovinezza ormai finita
L’America era un angolo, l’America era un’ombra, nebbia sottile
L’America era un’ernia, un gioco di quei tanti che fa la vita
E dire boss per capo e ton per tonnellata, “raif” per fucile

Quand’io l’ho conosciuto o inizio a ricordarlo era già vecchio
Sprezzante come i giovani, gli scivolavo accanto senza afferrarlo
E non capivo che quell’uomo era il mio volto, era il mio specchio
Finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo
Finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo
Finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo

NOTE:

  1. Le Havre è una città portuale della Francia, sulla Manica. Per molti emigranti europei era un importante punto di partenza per raggiungere l’America via nave. ↩︎
  2. G.I. di Roosevelt: i G.I. erano i soldati americani. Guccini pensa all’America attraverso l’immagine dei soldati statunitensi arrivati in Italia durante la Seconda guerra mondiale, associati alla figura del presidente Franklin D. Roosevelt. ↩︎
  3. Life: era una famosissima rivista americana, conosciuta soprattutto per le sue fotografie ↩︎
  4. Gunga-Din è il protagonista di una celebre poesia di Rudyard Kipling, diventata anche soggetto cinematografico ↩︎
  5. Limentra: è un torrente dell’Appennino tosco-emiliano, legato alla zona di Pavana, ↩︎

FONTI:

https://it.wikipedia.org/wiki/Amerigo_(brano_musicale)

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