Svanì di prua dalla galea
Come un’idea
Come una splendida utopia...
‘L’isola non trovata‘ è una delle canzoni più evocative di Francesco Guccini, pubblicata nel dicembre 1970 come prima e ultima traccia dell’omonimo album. La canzone nasce dal libero adattamento della poesia ‘La più bella‘ di Guido Gozzano e riprende il mito dell’isola di San Brandano, una terra leggendaria che navigatori e corsari hanno cercato senza mai riuscire a trovarla.
Guccini trasforma questa storia in una metafora della ricerca umana di qualcosa di ideale e irraggiungibile: l’isola non si sa nemmeno se esista davvero oppure se sia soltanto un pensiero, e proprio per questo diventa una «splendida utopia». Il desiderio di raggiungerla rappresenta la tendenza dell’uomo a inseguire sogni, ideali e una possibile felicità, anche sapendo che potrebbero rimanere per sempre fuori dalla sua portata.
Un elemento particolarmente originale è la struttura del disco: la canzone compare infatti due volte, all’inizio in una versione acustica e alla fine in una versione che sfuma. Questa scelta dà all’album una struttura circolare, come se il viaggio verso l’isola non avesse mai una vera conclusione e la ricerca fosse destinata a ricominciare continuamente.
Anche la musica contribuisce al carattere suggestivo del brano. L’album segna l’esordio alle tastiere di Vince Tempera, che si occupò degli arrangiamenti, mentre alla chitarra collaborò Franco Mussida della Premiata Forneria Marconi. Il disco fu inoltre l’ultimo a riportare sulla copertina soltanto il nome «Francesco».
‘L’isola non trovata’ è quindi costruita intorno all’idea di un viaggio verso qualcosa che forse non esiste, ma che proprio per questo continua ad alimentare il desiderio. L’isola diventa così il simbolo dell’ignoto, dell’utopia e della ricerca di un significato ultimo della vita.
In un periodo, quello del 1970, caratterizzato anche da una forte politicizzazione del mondo giovanile, Guccini propone una canzone soprattutto esistenziale, nella quale il viaggio e la ricerca diventano immagini della condizione umana.
-testo-
L’isola non trovata
Ma bella più di tutte l’isola non trovata
Quella che il Re di Spagna s’ebbe da suo cugino
Il Re di Portogallo, con firma suggellata
E “bulla” del pontefice in Gotico-Latino
Il Re di Spagna fece vela
Cercando l’isola incantata
Però quell’isola non c’era
E mai nessuno l’ha trovata
Svanì di prua dalla galea
Come un’idea
Come una splendida utopia
È andata via e non tornerà mai più
Le antiche carte dei corsari
Portano un segno misterioso
Ne parlan piano i marinai
Con un timor superstizioso
Nessuno sa se c’è davvero
Od è un pensiero
Se, a volte, il vento ne ha il profumo
È come il fumo che non prendi mai
Appare, a volte, avvolta di foschia, magica e bella
Ma se il pilota avanza, su mari misteriosi
È già volata via
Tingendosi d’azzurro, color di lontananza
https://it.wikipedia.org/wiki/L%27isola_non_trovata




