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La collina – Francesco Guccini

Dove finisce la città, dove il rumore se ne va
C’è una collina che nessuno vede mai
…

TITOLO: La collina
AUTORI: Francesco Guccini
GENERE: canzone d’autore
ANNO: 1970

“La collina” è una canzone di Francesco Guccini pubblicata nel 1970 nell’album L’isola non trovata. Il brano nasce da un riferimento letterario molto preciso: il romanzo Il giovane Holden di J.D. Salinger. Nelle note dell’album Guccini cita infatti Salinger e si scusa per la sua rielaborazione.
Nel romanzo, Holden immagina di poter essere colui che salva i bambini che giocano in un campo di segale, impedendo loro di cadere in un burrone. Guccini riprende questa immagine e la trasforma in una sorta di leggenda: al posto del campo di segale c’è una collina nascosta dalla nebbia, lontana dalla città e dal suo rumore.

La collina diventa così il simbolo di un luogo dell’infanzia che tutti hanno conosciuto, ma che con il passare degli anni è stato dimenticato. Da bambini era possibile raggiungerla e viverla, mentre da adulti la strada sembra ormai perduta. Il protagonista cerca di ricordare quel mondo, i suoi colori e i suoi grandi fiori luminosi, ma non riesce più a ricostruirlo completamente: ciò che resta appartiene soltanto alla memoria e al sogno.

Sulla cima della collina vive un vecchio che osserva migliaia di bambini giocare. Il suo compito è afferrarli al volo prima che cadano nel burrone. L’immagine riprende direttamente quella di Salinger, ma in Guccini assume un significato più ampio: il burrone rappresenta il passaggio dall’infanzia all’età adulta e, più in generale, la perdita dell’innocenza, delle illusioni e di quel modo puro di guardare il mondo che appartiene all’infanzia.

La canzone non parla quindi soltanto della nostalgia per quando si era bambini. La collina richiama anche l’idea di un’età dell’oro perduta, un tempo lontano e ormai irrecuperabile, che riguarda non solo l’uomo ma anche l’umanità nel suo insieme. È un luogo ideale che, come l’isola dell’album, esiste soprattutto nella memoria e nel desiderio, ma che non può più essere raggiunto nella realtà.

Musicalmente il brano ha un’atmosfera delicata, malinconica e sognante, adatta al carattere quasi fiabesco del testo. La sua dimensione onirica si inserisce perfettamente nel mondo de L’isola non trovata, album in cui tornano frequentemente il viaggio, la ricerca di luoghi inesistenti, il tempo che passa e la nostalgia per ciò che è stato perduto.

Ecco il video della canzone:

-testo-
La collina

Dove finisce la città, dove il rumore se ne va
C’è una collina che nessuno vede mai
Perché una nebbia come un velo la ricopre fino al cielo dall’eternità

Nessuno mai la troverà la strada, forse in altra età
Si è conosciuta, ma l’abbiam scordata ormai
L’abbiam scordata e si è perduta lungo i giorni della vita dall’eternità

Forse l’abbiam vista nel passato, ma il ricordo se n’è andato dalla mente
Cercala negli angoli del sogno per portarla lungo il mondo del presente
Oh, se solamente io potessi rivederla com’è adesso per un’ora
So di fiori grandi come soli ma mi sfuggono i colori, ancora

Ricordo che alla sommità c’è un uomo che sta sempre là
Per impedire che qualcuno cada giù
Da quella magica collina, dalla parte che declina e non ritorni più

Anch’io tra i fiori, tempo fa, giocavo sulla sommità
Con i compagni miei, dentro alla segale
Ma il prenditore non mi ha scorto quando son caduto al mondo per l’eternità

FONTI:

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