Quale treno ora?
Quale libro ora?
Quale amore ora mi ti potrà ridare? …
“Lilly” è una canzone di Antonello Venditti, pubblicata nel 1975 come brano di apertura e title track dell’omonimo album. La canzone nacque da una storia vera: dietro il nome di fantasia ‘Lilly’ si nasconde infatti Patrizia, una ragazza che il cantautore aveva conosciuto e con la quale aveva condiviso una parte della giovinezza. Attraverso il ricordo di questa amica, Venditti racconta il dramma della tossicodipendenza da eroina, una delle grandi piaghe sociali che colpirono la sua generazione negli anni Settanta.
Il testo ripercorre i ricordi di un passato fatto di studio, sogni e passioni comuni, mostrando poi il tragico cambiamento provocato dalla droga, fino alla morte della ragazza per overdose. Venditti evita qualsiasi tono moralista e sceglie invece di raccontare con grande umanità la distruzione degli affetti, della dignità e delle speranze causata dalla dipendenza.
Quando dice che “li dovevano arrestare” e “ti dovevano guarire”, punta il dito contro gli spacciatori e, più in generale, contro una società incapace di proteggere una ragazza così fragile. I riferimenti ai “poeti maledetti” richiamano inoltre il fascino romantico dell’autodistruzione che, in alcuni ambienti culturali, poteva esercitare un’influenza negativa sui giovani più vulnerabili.
Nel complesso, “Lilly” è una canzone di denuncia ma soprattutto di dolore. Racconta come la droga possa cancellare una vita, spezzare gli affetti e lasciare in chi resta soltanto ricordi, rimorsi e domande senza risposta.
Dal punto di vista musicale, “Lilly” è una ballata dal sapore country-pop, costruita attorno al pianoforte. Una delle sue caratteristiche più riconoscibili è la continua ripetizione del nome della protagonista, che crea un effetto quasi ipnotico e trasmette il dolore e la nostalgia di chi la ricorda. Nel finale, il brano si trasforma in un grido di disperazione, con domande che esprimono il vuoto incolmabile lasciato dalla sua scomparsa.
Nonostante il tema duro e drammatico, “Lilly” conquistò il pubblico e divenne il primo grande successo commerciale di Antonello Venditti. Il singolo entrò tra i più venduti del 1976 e l’album ottenne un ottimo riscontro, contribuendo a consacrare definitivamente il cantautore romano. Ancora oggi è considerata una delle sue opere più importanti, capace di trasformare una dolorosa vicenda personale nel simbolo di una ferita che segnò un’intera generazione.
-testo-
Lilly
Lilly…
Lilly…
Lilly…
Lilly…
Lilly… quattro buchi nella pelle
Lilly… carta di giornale
Lilly… nuda e senza scarpe
Lilly… bianca, e non in ospedale
Lilly… senza capelli
Lilly… senza denti per mangiare
Lilly… una montagna di rifiuti
Lilly… nessun latte ti potrà salvare
Lilly… studiavamo insieme
Lilly… viaggiavamo insieme
Lilly…
Lilly…
Quale treno ora?
Quale libro ora?
Quale amore ora mi ti potrà ridare?
Lilly… la mia stanza è gelata
Lilly… dove sei andata?
Lilly… i tuoi poeti maledetti
Lilly… le tue collane
Lilly… li dovevano arrestare
Lilly… ti dovevano guarire
Lilly… quattro arance la domenica mattina
Lilly… dopo due anni
Lilly… non mi riconoscevi
Lilly… eravamo due bambini
Lilly… io non ero il tuo dottore
Lilly… non riuscivi a fare l’amore
Lilly… lilly siringa, polizia
Quale treno ora?
Quale libro ora?
Quale amore ora
Mi tipotra ridare?
Lilly… amore
Lilly… amore mio
Lilly…
Lilly…
Lilly…
Lilly…
https://it.wikipedia.org/wiki/Lilly_(album)
https://genius.com/Antonello-venditti-lilly-lyrics
1000 canzoni che ci hanno cambiato la vita – Ezio Guaitamacchi




