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Scettico blues – Gino Franzi

Cosa m’importa se il mondo spezzò l’illusion
Guardo e sogghigno giocondo, lo scettico son…

TITOLO: Scettico blues
AUTORI: Dino Rulli (musica), Tommaso De Filippis (testo)
GENERE: blues, jazz
ANNO: 1919

“Scettico blues” è una canzone che nasce nel 1919 con musica di Dino Rulli e testo di Tommaso De Filippis, in un momento in cui in Italia cominciavano ad arrivare le influenze del jazz e del blues americani. Sullo spartito viene indicato come “fox moderato”, segno di uno stile elegante ma anche moderno per l’epoca.
La canzone si diffonde rapidamente nei locali notturni chiamati ‘tabarin‘, ambienti pieni di fumo, luci soffuse e un’atmosfera ambigua, dove si mescolavano divertimento, lusso e un certo gusto per la decadenza.

Il brano diventa famoso soprattutto grazie a Gino Franzi, il ‘fine dicitore’, ovvero un cantante molto teatrale, abile ad attirare su di sé l’attenzione del pubblico. Egli interpreta il brano creando un personaggio ben preciso: un uomo disilluso, raffinato e un po’ cinico, vestito con frac, cilindro e monocolo, ispirato allo stile dannunziano. Sul palco si presenta con un trucco pallido quasi spettrale e un atteggiamento provocatorio, arrivando anche a rompere bicchieri o simulare eccessi per coinvolgere il pubblico.
In questo modo rappresenta perfettamente una nuova borghesia degli anni Venti, uscita dalla guerra, desiderosa di vivere sopra le proprie possibilità e affascinata da un’idea di eleganza decadente.

Il testo della canzone racconta un amore finito male, ma invece di esprimere dolore acceso mostra una specie di stanchezza emotiva: il protagonista non crede più ai sentimenti e vede l’amore come un’illusione: ha capito che spesso dietro ci sono inganni e falsità. Dice che sotto l’apparenza di virtù si nasconde “il fango”, cioè qualcosa di sporco e corrotto.. Da qui nasce lo “scetticismo” del titolo, cioè una visione pessimista e disincantata della vita e dei rapporti.

Con gli anni, “Scettico blues” è diventato un classico, reinterpretato da molti artisti, da Milly a Claudio Villa fino a Mina, che nel 1976 ne dà una versione elegante e raffinata.
Rimane una testimonianza molto forte del suo periodo storico: una canzone che unisce musica moderna per l’epoca e un sentimento profondo di disillusione, raccontando un mondo che vive tra il desiderio di piacere e la consapevolezza che dietro c’è spesso solo vuoto.

Ecco il video in cui Gino Franzi, in età avanzata, canta la canzone:

-testo-
Scettico blues

Quando tutto tace vo lontan dalla città
Solo nella notte il mio cuor scrutando va (ah)
E nel mister non ci va il pensier
Quando nel mondo c’è ancor chi si illude d’amor
E d’inganno non sa che c’è il fango quaggiù
In finzion di virtù

Cosa m’importa se il mondo mi rese glacial
Se d’ogni cosa nel fondo non trovo che il mal
Quando il mio primo amore mi sconvolse la vita
Senza lusinghe pel mondo, ramingo io vo
E me ne rido beffando il destino così

Nel mio sogno invan mi sentivo trasportar
Scettico e perverso, m’hanno fatto diventar
Un cencio, qui c’era il cuore, un dì
Passano gioie e dolor
Sento il soffio del ben
Sento il soffio del mal
La nequizia e il candor
Ed il falso pudor

Cosa m’importa se il mondo spezzò l’illusion
Guardo e sogghigno giocondo, lo scettico son
Non mi lascio ingannare, la vita ho compreso
Senza lusinghe pel mondo, ramingo io vo
E me ne rido beffando il destino così
E me ne rido beffando il destino così

Altri interpreti:

Bella la versione di Mina, che canta in uno stile che ricorda molto il Trio Lescano:

FONTI:

Eiar Eiar Alalà. Canzoni alla radio 1924-1944 – Franco Zanetti, Federico Pistone

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