Onda su onda
Il mare mi porterà
Alla deriva
In balia di una sorte bizzarra e cattiva...
“Onda su onda” è una canzone di Paolo Conte, cantata però per la prima volta da Bruno Lauzi nel 1974; più di una canzone: è un piccolo film in musica, un racconto a metà tra sogno e realtà, con un andamento narrativo cinematografico e una costruzione musicale articolata, che alterna atmosfere e generi diversi con maestria teatrale.
La genesi del brano è affascinante: l’incontro tra Paolo Conte – all’epoca ancora avvocato – e Bruno Lauzi avviene quasi per caso, per questioni legali legate a una servitù di passaggio. Tra una pratica e l’altra, Conte fa ascoltare all’amico un provino “casalingo” di una sua nuova canzone, scritta per Celentano, ma poi rifiutata. Lauzi ne resta folgorato e la incide quasi subito, contribuendo in modo decisivo al suo successo.
Conte stesso definisce Onda su onda una “canzone enigma”, costruita con la tecnica del flashback e concepita come un cortometraggio: un uomo scompare in mare, forse per amore, forse per solitudine, forse per caso. L’approdo sull’isola non è necessariamente reale: è forse l’unico rifugio possibile per chi si sente perso nel mondo: quel paradiso potrebbe infatti essere tutta un’allucinazione, un sogno, una metafora della fuga, del distacco dalla realtà o addirittura della morte.
La struttura musicale è altrettanto sorprendente: la canzone si apre come un noir con toni cupi, per poi trasformarsi in un fox ironico, e infine in una rumba solare e disincantata. È un perfetto esempio dello stile contiano, fatto di cambi di tempo, contrasti stilistici, ambiguità narrative e ironia malinconica. In questo mix c’è tutta la forza del brano: il contrasto tra la tragedia sfiorata e il tono lieve e surreale con cui viene raccontata.
L’interpretazione di Bruno Lauzi – più melodica e “cantata” – ha contribuito a farne un successo radiofonico immediato, mentre la versione dello stesso Conte – più recitata, ruvida e asciutta – rivela il lato più autoriale e letterario del pezzo.
La canzone, inserita nell’album d’esordio Paolo Conte, fu registrata in modo artigianale, con strumenti minimi e suoni volutamente “sporchi”, ma proprio questo conferisce al brano un fascino particolare, simile a quello di un prezioso bootleg.
“Onda su onda” è dunque una favola ironica, malinconica e ambigua, che galleggia tra commedia e dramma, tra leggerezza e disillusione. E come spesso accade nel mondo poetico di Conte, il protagonista non cerca un lieto fine: cerca piuttosto una sospensione, un ‘altrove‘ in cui rifugiarsi almeno per un attimo. Dove tutto – persino il tradimento – possa sciogliersi “onda su onda” in un ritmo esotico, che lenisce la ferita con il suono ipnotico di una rumba.
-testo-
Onda su onda
Onda su onda
Il mare mi porterà
Alla deriva
In balia di una sorte bizzarra e cattiva
Onda su onda
Mi sto allontanando ormai
La nave è una lucciola persa nel blu
Mai più mi salverò
Sara, ti sei accorta?
Stai già danzando insieme a lui
Con gli occhi chiusi ti stringi a lui
Sara, ma non importa
Stupenda l’isola è, il clima è dolce intorno a me
Ci sono palme e bambù, è un luogo pieno di virtù
Steso al sole ad asciugarmi il corpo e il viso
Guardo in faccia il paradiso
Onda su onda
Il mar mi ha portato qui
Ritmi, canzoni
Donne di sogno, banane, lamponi
Onda su onda
Mi sono ambientato ormai
Il naufragio mi ha dato la felicità che tu
Non mi sai dar
Qui la canzone cantata da Bruno Lauzi:
https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Conte_(album_1974)
https://genius.com/Paolo-conte-onda-su-onda-lyrics
Paolo Conte: Il viaggiatore dei paesaggi cantati – Ernesto Capasso
Tutto Conte: Il racconto di 240 canzoni – Federico Pistone




