Prendila così
Non possiamo farne un dramma...
“Prendila così” è uno dei brani più raffinati e malinconici del sodalizio tra Lucio Battisti e Mogol. Pubblicata nel 1978, apre l’album “Una donna per amico” e racconta la fine di una relazione attraverso un dialogo tra due persone che, pur volendosi ancora bene, comprendono che continuare a vedersi renderebbe la separazione ancora più dolorosa.
La canzone nasce quindi dall’idea di una separazione consensuale e apparentemente razionale. I due cercano di affrontare la fine della loro storia senza drammi, parlando con calma e cercando persino di organizzare il loro futuro in modo da evitare incontri casuali. Il passaggio in cui si chiedono di non frequentare più gli stessi luoghi rende particolarmente evidente questa necessità: in una grande città è comunque facile incontrarsi, e un incontro potrebbe riaprire la ferita, alimentare la nostalgia o far riemergere la gelosia. Dietro la loro apparente tranquillità, quindi, si percepisce tutta la difficoltà di lasciarsi davvero, soprattutto quando i sentimenti ci sono ancora.
Mogol costruisce il testo come una vera conversazione tra i due protagonisti, con battute brevi e risposte che rendono il dialogo molto naturale. Anche i riferimenti ai “problemi miei di donna” e alle rughe introducono nella conversazione aspetti molto concreti e quotidiani, lontani dalla tradizionale rappresentazione romantica dell’amore. È proprio questa naturalezza a rendere il testo particolarmente moderno e umano.
La musica di Battisti accompagna perfettamente questa atmosfera. Il brano dura quasi otto minuti ed è la canzone più lunga mai incisa dal cantautore. Una parte importante della sua originalità è la lunghissima coda strumentale finale, elegante e dalle sonorità jazzate, nella quale emerge soprattutto il sassofono suonato dal musicista britannico Derek Grossmith. La coda non è semplicemente un’aggiunta alla canzone, ma diventa una parte fondamentale del suo fascino: dopo il dialogo e le parole della separazione, la musica continua a sviluppare quella malinconia fino alla sfumatura finale.
“Prendila così” è quindi un esempio particolarmente riuscito della capacità di Battisti e Mogol di far lavorare insieme testo e musica. Le parole raccontano una separazione apparentemente civile e controllata, mentre la musica, soprattutto nella lunga parte strumentale conclusiva, lascia emergere tutta la malinconia che i protagonisti cercano di nascondere.
L’album fu registrato e mixato in Inghilterra, ai Manor Studios nell’Oxfordshire, con la produzione di Geoff Westley. Il risultato è un arrangiamento dal respiro internazionale, con tastiere, sintetizzatori e una sezione ritmica molto curata, che conferisce alla canzone un suono moderno e sofisticato per la fine degli anni Settanta.
-testo-
Prendila così
Prendila così
Non possiamo farne un dramma
Conoscevi già, hai detto
I problemi miei di donna
Certo che lo so
Certo che lo so
Non ti preoccupare
Tanto avrò da lavorare
Forse è tardi e rincasare vuoi
No, che non vorrei
Io sto bene in questo posto
No, che non vorrei
Questa sera è ancora presto
Ma che sciocca sei
Ma che sciocca sei
A parlar di rughe
A parlar di vecchie streghe
Meno bella, certo, non sarai
E siccome è facile incontrarsi
Anche in una grande città
E tu sai che io potrei, purtroppo
Non esser più solo
Cerca di evitare tutti i posti che frequento
E che conosci anche tu
Nasce l’esigenza di sfuggirsi
Per non ferirsi di più
Lasciami giù qui
È la solita prudenza
Loro senza me, mi hai detto
È un problema di coscienza
Certo che lo so
Certo che lo so
Non ti preoccupare
Tanto avrò da lavorare
Ora è tardi e rincasare vuoi
No che non vorrei
Io sto bene in questo posto
No che non vorrei
Dopo corro e faccio presto
Meno bella, certo, non sarai
E siccome è facile incontrarsi
Anche in una grande città
E tu sai che io potrei, purtroppo, anzi, spero
Non esser più solo
Cerca di evitare tutti i posti che frequento
E che conosci anche tu
Nasce l’esigenza di sfuggirsi
Per non ferirsi di più
Prendila così
Non possiamo farne un dramma
https://it.wikipedia.org/wiki/Prendila_cos%C3%AC




