Balla, balla, ballerino
Tutta la notte e al mattino,
non fermarti...
Sotto l’apparenza di un pezzo orecchiabile e danzante si nasconde un testo complesso e denso di significati. Il ballerino protagonista diventa una figura simbolica, un essere fragile ma capace, attraverso la danza, di sfidare la durezza della vita, di resistere alla violenza, alla solitudine, all’emarginazione. Ballare diventa un atto di ribellione, di resistenza e di speranza.
Il brano si fa manifesto di una poetica dell’amore e della fragilità umana, culminando in una delle immagini più toccanti di tutta la sua produzione: sotto un cielo di ferro e di gesso (simbolo di un mondo in rovina), l’uomo riesce ad amare lo stesso. Questo amore non ha certezze né promesse, ma è reale, vitale, necessario.
La canzone si apre con un potente attacco di chitarra elettrica, suonato da Ricky Portera, che dà subito energia e ritmo al brano, e introduce la voce limpida e coinvolgente di Dalla. La musica accompagna con eleganza tutto questo, alternando momenti più intensi a passaggi melodici, fino a un lungo finale strumentale dominato dal pianoforte, che sembra dilatare il tempo e prolungare l’effetto emotivo del brano.
-testo-
Balla balla, ballerino
Prendi il cielo con le mani
Vola in alto più degli aeroplani, non fermarti
Sono pochi gli anni, forse sono solo giorni
E stan finendo tutti in fretta e in fila
Non ce n’è uno che ritorni
Balla, non aver paura
Se la notte è fredda e scura
Non pensare alla pistola che hai puntato contro
Balla alla luce di mille sigarette e di una luna
Che ti illumina a giorno
Balla il mistero
Di questo mondo che brucia in fretta
Quello che ieri era vero
Dammi retta, non sarà vero domani
Ferma con quelle tue mani il treno Palermo-Francoforte
Per la mia commozione c’è uno ragazzo al finestrino
Gli occhi verdi che sembrano di vetro
Corri e ferma quel treno
Fallo tornare indietro
Balla anche per tutti i violenti
Veloci di mano e coi coltelli, accidenti
Se capissero vedendoti ballare
Di essere morti da sempre
Anche se possono respirare
Vola e balla sul cuore malato
Illuso, sconfitto, poi abbandonato
Senza amore
Dell’uomo che confonde la luna con il sole
Senza avere coltelli in mano
Ma nel suo povero cuore
Allora, vieni, angelo benedetto
Prova a mettere i piedi sul suo petto, e stancarti
A ballare al ritmo del motore e alle grandi parole
Di una canzone, canzone d’amore
Nel 2008 Lucio Dalla reinterpretò il pezzo in versione a cappella con i Neri per Caso, donandogli una nuova dimensione quasi mistica.
https://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Dalla
Per i ladri e le puttane sono Gesù bambino: Vita e opere di Lucio Dalla – Luca Beatrice




