“Chi non lavora non fa l’amore”
Questo mi ha detto ieri mia moglie...
“Chi non lavora non fa l’amore” è la canzone con cui Adriano Celentano e Claudia Mori vinsero il Festival di Sanremo del 1970. Il brano fu scritto da Celentano insieme a Nando de Luca, Luciano Beretta e Miki Del Prete e venne presentato nella formula della doppia esecuzione, allora prevista dal Festival. La versione di Celentano è quella che è rimasta più conosciuta.
La canzone nacque in un momento particolarmente delicato della storia sociale italiana. Era il periodo dell'”autunno caldo“, caratterizzato da numerosi scioperi e da forti conflitti tra lavoratori, sindacati e datori di lavoro. Il testo racconta proprio uno di questi conflitti, ma lo trasferisce all’interno di una coppia.
Il protagonista è un operaio che torna a casa dopo aver scioperato per due giorni su tre. È stanco e si siede a tavola, ma trova tutto vuoto. La moglie, esasperata perché con lo stipendio del marito non riesce più a mandare avanti la famiglia, gli comunica che anche lei farà il suo “sciopero”: non farà l’amore con lui. Da qui nasce il celebre ritornello “Chi non lavora non fa l’amore”.
L’idea della canzone era quindi quella di trasformare lo sciopero dei lavoratori in una situazione domestica e paradossale. Se il marito smette di lavorare per protestare, la moglie sostiene di avere il diritto di smettere di fare la propria parte nella vita di coppia. Il sesso diventa così una sorta di arma di protesta privata, contrapposta allo sciopero collettivo degli operai.
Il meccanismo rende il brano immediato e ironico, ma allo stesso tempo contiene una posizione molto netta sulle lotte sindacali dell’epoca.
Proprio per questo il brano suscitò numerose polemiche. La critica lo accusò di qualunquismo, di essere contrario alle rivendicazioni dei lavoratori e di rappresentare una visione conservatrice della società.
Il problema principale era il modo in cui venivano rappresentati gli scioperanti: da una parte provocavano disagi e difficoltà nella vita quotidiana, dall’altra impedivano anche agli operai che volevano lavorare di entrare in fabbrica. Nel testo, infatti, il protagonista, quando prova a recarsi al lavoro, viene aggredito dagli scioperanti; quando invece decide di scioperare, viene “punito” dalla moglie.
Particolarmente significativo è il finale, nel quale il protagonista arriva a chiedere un aumento al “signor padrone”, presentandolo come la soluzione che potrebbe riportare la serenità nella sua casa. Anche questo passaggio fu criticato perché sembrava suggerire che fosse preferibile ottenere qualcosa attraverso la benevolenza del datore di lavoro piuttosto che attraverso la lotta collettiva.
Sergio Endrigo, arrivato terzo a Sanremo con “L’arca di Noè”, contestò duramente questo messaggio e definì la canzone un insulto ai lavoratori e alla loro causa.
Anche la scelta di presentare il brano con Claudia Mori aveva un significato particolare. Lei era infatti la moglie di Celentano da alcuni anni e i due avevano già ottenuto un grande successo insieme con “La coppia più bella del mondo”. La loro presenza sul palco trasformava quindi la storia raccontata nella canzone in una sorta di piccolo litigio tra marito e moglie, rendendo ancora più evidente il contrasto tra il problema sociale dello sciopero e la sua conseguenza nella vita privata.
La stessa esecuzione di Celentano a Sanremo contribuì a rendere memorabile quella partecipazione. Durante una delle serate il cantante sembrò dimenticare le parole, si fermò e chiese scusa al pubblico, per poi ricominciare e sbagliare nuovamente. Nella serata finale si fece accompagnare dai Ragazzi della Via Gluck nel ritornello e, con il suo modo poco convenzionale di seguire il ritmo, mise in difficoltà anche il coro diretto da Nora Orlandi. Questi episodi rafforzarono l’immagine di Celentano come interprete imprevedibile e anticonformista.
Musicalmente, “Chi non lavora non fa l’amore” è costruita come una canzone popolare e immediata, con una melodia facile da ricordare e un ritornello destinato a rimanere impresso. La sua forza non deriva soltanto dalla musica, ma soprattutto dall’efficacia dello slogan che dà il titolo al brano. Una frase apparentemente semplice viene trasformata in una battuta provocatoria, capace di riassumere in poche parole il conflitto tra lavoro, denaro, famiglia e sciopero.
Dopo la vittoria, il 45 giri ebbe un enorme successo commerciale, superando le 750.000 copie vendute e raggiungendo il primo posto in Italia; il brano venne inoltre inserito nell’album “Adriano Hits”, pubblicato nello stesso anno dal Clan Celentano. Adriano commentò scherzosamente la vittoria dicendo che non credeva di vincere, ma era certo che avrebbe venduto un sacco di dischi.
Il successo ottenuto nonostante le polemiche dimostra quanto il brano fosse perfettamente inserito nell’atmosfera dell’Italia del 1970. “Chi non lavora non fa l’amore” non fu soltanto una canzone vincitrice di Sanremo, ma diventò anche uno dei brani più discussi di Celentano proprio perché portava dentro una canzone leggera e apparentemente scherzosa un tema sociale molto serio e controverso. La frase del titolo, inoltre, entrò rapidamente nel linguaggio comune e rimase nella memoria collettiva molto più a lungo delle polemiche che avevano accompagnato la sua nascita.
-testo-
Chi non lavora non fa l’amore
“Chi non lavora non fa l’amore”
Questo mi ha detto ieri mia moglie
“Chi non lavora non fa l’amore”
Questo mi ha detto ieri mia moglie
A casa stanco, ieri ritornai, mi son seduto
Niente c’era in tavola
Arrabbiata lei mi grida che
Ho scioperato due giorni su tre
Coi soldi che le do
Non ce la fa più e ha deciso che
Lei fa lo sciopero contro di me
“Chi non lavora non fa l’amore”
Questo mi ha detto ieri mia moglie
Allora andai a lavorare
Mentre eran tutti a scioperare
E un grosso pugno in faccia mi arrivò
Andai a piedi alla guardia medica
C’era lo sciopero anche del tranvai
Arrivo lì, ma il dottore non c’è
È in sciopero anche lui
Che gioco è ma? Ma come finirà?
C’è il caos nella città
Non so più cosa far
Se non sciopero mi picchiano
Se sciopero, mia moglie dice
“Chi non lavora non fa l’amore”
Dammi l’aumento signor padrone
Così vedrai che in casa tua
E in ogni casa entra l’amore
Così vedrai che in casa tua
E in ogni casa entra l’amore
https://it.wikipedia.org/wiki/Chi_non_lavora_non_fa_l%27amore
https://it.wikipedia.org/wiki/Chi_non_lavora_non_fa_l%27amore/Due_nemici_innamorati
L’enciclopedia di Sanremo. 55 anni di storia del festival dalla A alla Z – Marcello Giannotti
Ma chi me lo fa fare? Come il lavoro ci ha illuso: la fine dell’incantesimo – Maura Gancitano, Andrea Colamedici ·




