I went to the crossroad,
fell down on my knees…
TITOLO: Cross Road Blues
AUTORE: Robert Johnson
GENERE: blues
ANNO: 1936
“Cross Road Blues”, conosciuta anche come “Crossroads”, è una delle canzoni più famose di Robert Johnson ed è diventata nel tempo uno dei brani più importanti del Delta blues. Johnson potrebbe averla già inserita nel proprio repertorio intorno al 1932, ma la registrò soltanto il 27 novembre 1936, durante la sua terza sessione di registrazione a San Antonio, in Texas. In quell’occasione registrò due versioni del brano, entrambe eseguite da solo, con voce e chitarra acustica suonata con la tecnica slide.
Nella canzone il protagonista dice di trovarsi ad un incrocio, cercando inutilmente qualcuno che gli dia un passaggio prima che faccia buio. La situazione trasmette soprattutto solitudine, paura e senso di abbandono. All’inizio il protagonista si inginocchia all’incrocio e chiede aiuto a Dio; poi cerca di fermare qualcuno, ma nessuno si ferma. Con l’arrivo della notte cresce la sua preoccupazione e chiede che venga avvertito l’amico Willie Brown della sua situazione.
Nella prima versione registrata compare anche una quinta strofa, nella quale lamenta di non avere una donna accanto a lui in questo momento di difficoltà.
La canzone ha contribuito a creare la celebre leggenda secondo cui Johnson, proprio a quell’incrocio avrebbe venduto la sua anima al Diavolo in cambio della sua straordinaria abilità musicale. Nel folklore del Sud degli Stati Uniti gli incroci erano considerati luoghi misteriosi nei quali potevano avvenire incontri soprannaturali. Un’altra possibile origine della leggenda è la storia del bluesman Tommy Johnson, che non era parente di Robert e che aveva fama di aver stretto un patto con il Diavolo, sempre ad un incrocio, in cambio del talento musicale
Come si può vedere, il testo di “Cross Road Blues” non contiene riferimenti espliciti a Satana né a un patto demoniaco. Il collegamento con il Diavolo è quindi soprattutto una costruzione successiva della leggenda di Robert Johnson.
La canzone è stata anche oggetto di interpretazioni più profonde. Alcuni studiosi hanno visto nell’ansia del protagonista per l’arrivo della notte un possibile riferimento alle leggi e ai coprifuoco razziali dell’epoca della segregazione americana. Per un uomo afroamericano, trovarsi per strada dopo il tramonto poteva infatti essere una situazione realmente pericolosa. Altri hanno invece sottolineato soprattutto il tema della solitudine e dell’abbandono.
Dal punto di vista musicale, il brano mostra in modo evidente la maturità raggiunta da Johnson nel Delta blues e soprattutto la sua padronanza della chitarra slide, influenzata dal suo maestro Son House.
La struttura non segue in maniera regolare il tradizionale blues di dodici battute: le strofe hanno una lunghezza variabile, generalmente di quattordici o quindici battute, e la progressione armonica è spesso suggerita più che esplicitamente suonata. Johnson utilizza inoltre un’accordatura aperta di Sol e porta la chitarra slide in primo piano.
La chitarra non si limita ad accompagnare la voce, ma sembra quasi rispondere ad essa. Le frasi della slide assumono così una funzione di “risposta” alla voce e contribuiscono a creare la tensione e l’inquietudine del testo. Anche il ritmo è particolare e non sempre facilmente riconducibile a un’unica scansione regolare: alterna infatti diverse suddivisioni e accenti, dando alla performance un carattere molto personale e irregolare.
Le due versioni registrate nel 1936 sono simili, ma non identiche. La prima, utilizzata per il singolo, è più veloce, circa 106 battiti al minuto, mentre la seconda è più lenta, circa 96 battiti al minuto. Nella seconda Johnson canta anche le strofe a un’altezza più bassa e modifica alcuni dettagli della parte di chitarra. Questa seconda versione è inoltre più breve perché la quinta strofa non venne inclusa.
La prima versione fu pubblicata nel 1937 come terzo singolo di Johnson, con “Ramblin’ on My Mind” sul lato B. Il disco fu ascoltato soprattutto nell’area del Mississippi Delta, ma la canzone non raggiunse allora un pubblico molto più ampio. La seconda versione venne invece pubblicata nel 1961 nell’album “King of the Delta Blues Singers”, durante la riscoperta della musica folk americana, e questo contribuì a far conoscere Johnson a un pubblico molto più vasto.
Nel 1990 entrambe le registrazioni furono raccolte nel cofanetto “The Complete Recordings”, che vendette oltre un milione di copie e vinse nel 1991 un Grammy Award come miglior album storico.
“Cross Road Blues” è diventata così un vero standard del blues. Tra le prime reinterpretazioni importanti ci furono quelle di Elmore James, mentre la versione che più di tutte contribuì a trasformare il brano in un classico del rock fu quella dei Cream, pubblicata nel 1968 con il titolo “Crossroads”.
La reinterpretazione di Eric Clapton e dei Cream trasformò il Delta blues acustico di Johnson in un potente blues rock elettrico e contribuì enormemente alla diffusione mondiale della canzone. Anche grazie a queste numerose reinterpretazioni, “Cross Road Blues” è oggi considerata una delle composizioni fondamentali nella storia del blues e uno dei brani che hanno collegato direttamente il blues tradizionale al rock.
Ecco il video Youtube della canzone, che mostra in forma di cartone animato la vita di Robert Johnson: raffigura anche il patto con il diavolo della leggenda, fino ad arrivare alla sua morte, dovuta, secondo alcune versioni, ad avvelenamento: un marito geloso avrebbe fatto sì che la moglie gli offrisse una bottiglia in cui lui aveva versato del veleno:
Testo inglese –
Cross Road Blues
I went to the crossroad, fell down on my knees
I went to the crossroad, fell down on my knees
Asked the Lord above, “Have mercy now
Save poor Bob if you please”
East at the crossroad, tried to flag a ride
Ooo eeee, I tried to flag a ride
Didn’t nobody seem to know me, babe, everybody pass me by
Standin’ at the crossroad, baby, risin’ sun goin’ down
Standin’ at the crossroad, baby, eee, eee, risin’ sun goin’ down
I believe to my soul, now, poor Bob is sinkin’ down
You can run, you can run, tell my friend-boy Willie Brown
You can run, you can run, tell my friend-boy Willie Brown
That I got the crossroad blues this mornin’, Lord
Babe, I am sinkin’ down
And I went to the crossroad, mama, I looked east and west
I went to the crossroad, baby, I looked east and west
Lord, I didn’t have no sweet woman
Oh well, babe, in my distress
Traduzione italiana –
Malinconia del crocevia
Sono andato al crocevia e mi sono inginocchiato
Sono andato al crocevia e mi sono inginocchiato
Ho chiesto al Signore lassù: “Abbi pietà ora
Salva il povero Bob, per favore”
A est, al crocevia, ho provato a chiedere un passaggio
Ooo eeee, ho provato a chiedere un passaggio
Nessuno sembrava conoscermi, tesoro, tutti mi passavano accanto
In piedi al crocevia, tesoro, con il sole che sorge e tramonta
In piedi al crocevia, tesoro, eee, eee, con il sole che sorge e tramonta
Credo con tutta l’anima, ora, che il povero Bob stia affondando
Corri, corri pure a dirlo al mio amico Willie Brown
Corri, corri pure a dirlo al mio amico Willie Brown
Che stamattina ho la malinconia del crocevia, Signore
Tesoro, sto affondando
E sono andato al crocevia, mamma, ho guardato a est e a ovest
Sono andato al crocevia, tesoro, ho guardato a est e ovest
Signore, non avevo nessuna dolce donna
Beh, tesoro, nella mia angoscia
La versione dei Cream, con il titolo ‘Crossroads‘:
Fonte:
https://en.wikipedia.org/wiki/Cross_Road_Blues
https://www.songfacts.com/facts/robert-johnson/cross-road-blues
https://genius.com/Robert-johnson-cross-road-blues-take-1-lyrics




