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Je so’ pazzo – Pino Daniele

Je so’ pazzo, je so’ pazzo
E vogl’essere chi vogl’io
Ascite fora d’a casa mia…

TITOLO: Je so’ pazzo
AUTORI: Pino Daniele
GENERE: blues, canzone napoletana, canzone d’autore
ANNO: 1979

Je so’ pazzo è una canzone di Pino Daniele, uno dei suoi brani più noti e una pietra miliare del cosiddetto neapolitan power. Lanciata al Festivalbar nel 1979, la canzone ottenne un successo immediato, contribuendo alla diffusione di un nuovo linguaggio musicale che Pino stesso definì “taramblù”, un intreccio di tarantella, blues e rumba.

Il testo della canzone prende spunto dall’ultimo discorso di Masaniello, leader della rivolta popolare napoletana del 1647 contro le tasse imposte dagli spagnoli, che ad un certo punto fu accusato di ‘pazzia’, incarcerato e infine ucciso.
Nel brano Pino Daniele si immedesima in un Masaniello moderno: un portavoce rabbioso e ironico di una generazione che rivendica libertà e giustizia; si definisce “pazzo” non come insulto, ma come simbolo di indipendenza e rifiuto delle convenzioni.
Il tono è diretto, ironico e polemico, con un’energia che mescola protesta sociale, orgoglio personale e voglia di scuotere il sistema, rifiutando di essere messo a tacere. Vuole essere fuori dagli schemi e agire senza sottostare alle regole imposte.

Musicalmente Je so’ pazzo si apre con un’armonica suonata dallo stesso Pino Daniele, subito affiancata dai fiati di James Senese. Sul tessuto sonoro del blues mediterraneo, Pino Daniele unisce riferimenti culturali partenopei e suggestioni afroamericane, dando vita a un sound fresco e inedito.

L’uso alternato di dialetto e italiano, all’epoca raro nei suoi dischi, contribuì a far conoscere la canzone anche fuori dal Sud Italia.
Il brano subì una censura per via del verso “nun ce scassate ’o cazzo”: per la radio e la TV fu registrata una versione edulcorata.
Nonostante ciò — o forse anche grazie alla polemica — la canzone divenne un inno di ribellione, in grado di fondere la storia di Masaniello con l’urgenza di svegliare le coscienze contemporanee.
Con Je so’ pazzo Pino Daniele non solo consacrò la sua carriera, ma aprì una nuova stagione musicale, capace di unire radici popolari e apertura internazionale.

In questo video Pino Daniele canta “Je so’ pazzo”

Testo napoletano –
Je so’ pazzo

Je so’ pazzo, je so’ pazzo
E vogl’essere chi vogl’io
Ascite fora d’a casa mia
Je so’ pazzo, je so’ pazzo
C’ho il popolo che mi aspetta
E scusate vado di fretta

Non mi date sempre ragione
Io lo so che sono un errore
Nella vita voglio vivere almeno un giorno da leone
E lo Stato questa volta non mi deve condannare
Pecché so’ pazzo
Je so’ pazzo
E oggi voglio parlare

Je so’ pazzo, je so’ pazzo
Si se ‘ntosta ‘a nervatura
Metto a tutti ‘nfaccia ‘o muro
Je so’ pazzo, je so’ pazzo
E chi dice che Masaniello
Poi negro non sia più bello?

E non sono menomato, sono pure diplomato
E la faccia nera l’ho dipinta per essere notato
Masaniello è crisciuto e Masaniello è turnato
Je so’ pazzo
Je so’ pazzo
Nun nce scassate ‘o cazzo

Traduzione italiana –
Io sono pazzo

Io sono pazzo, io sono pazzo
E voglio essere chi voglio io
Uscite fuori da casa mia
Io sono pazzo, io sono pazzo
ho il popolo che mi aspetta
e scusate vado di fretta

Non mi date sempre ragione
io lo so che sono un errore
nella vita voglio vivere almeno un giorno da leone
e lo Stato questa volta non mi deve condannare
Perché sono pazzo,
io sono pazzo
ed oggi voglio parlare.

Io sono pazzo, io sono pazzo
Se mi saltano i nervi
Metto tutti in faccia al muro
Io sono pazzo, io sono pazzo
e chi dice che Masaniello
poi negro non sia più bello?

E non sono menomato
sono pure diplomato
e la faccia nera l’ho dipinta per essere notato
Masaniello è cresciuto, Masaniello è tornato
Io sono pazzo, io sono pazzo
Non rompeteci il cazzo!

NOTE:

Masaniello (soprannome di Tommaso Aniello) (1620 – 1647) era un umile pescatore che viveva a Napoli nel quartiere Mercato. Nel 1647 guidò una rivolta contro l’aumento delle tasse sulla frutta imposto dagli spagnoli. La protesta ebbe successo: la tassa fu abolita e l’esercito spagnolo fuggì. In seguito al successo ottenuto, Masaniello fu invitato al palazzo dei regnanti; il popolo nel vedere questo pensò che il suo fosse un tradimento nei loro confronti; perciò, pur avendolo inizialmente sostenuto, si rivoltò contro di lui, accusandolo di collaborare con i governanti. Nel mentre Masaniello stando a palazzo iniziò a dare segni di squilibrio mentale e a fare discorsi farneticanti (secondo alcune ipotesi, potrebbe essere stato drogato). In seguito fu imprigionato e ucciso, anche con la complicità di chi prima l’aveva appoggiato.

Nel suo ultimo discorso, Masaniello si rivolse alla sua gente, dicendo che forse avevano ragione a ritenerlo pazzo, ma che lo era per via delle circostanze; a lui interessava soltanto il bene del popolo, che era passato dalla miseria alla libertà grazie alla rivolta. Li avvertì però che quella libertà poteva durare poco, e che per conservarla non dovevano “addormentarsi”, ma continuare a lottare.

Dopo la sua morte, quando la situazione tornò come prima, la sua figura fu rimpianta e onorata, riconoscendo l’importanza delle sue azioni a favore delle classi più povere ed indifese.

Fonte:

https://it.wikipedia.org/wiki/Je_so%27_pazzo

https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=62526&lang=it

https://genius.com/Pino-daniele-je-so-pazzo-lyrics

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