Il suo nome era Cerutti Gino
ma lo chiamavan drago
gli amici al bar del Giambellino
dicevan che era un mago...
“La ballata del Cerutti” è una canzone di Giorgio Gaber, scritta insieme a Umberto Simonetta. È stata uno dei suoi primi grandi successi e ha contribuito a definire il suo stile. Fu proprio Umberto Simonetta a consigliare a Gaber di smettere di imitare lo stile di Celentano e tentare qualcosa di diverso e più personale.
La canzone nasce come una parodia delle ballate americane dedicate agli eroi, come quelle su Davy Crockett. Quella che racconta qui Gaber è invece la storia di un ragazzo qualsiasi, Gino Cerutti, un po’ spiantato e senza arte né parte. Al bar del Giambellino, il quartiere popolare di Milano dove passa il tempo con gli amici, viene quasi mitizzato: lo chiamano “drago” e dicono che è un “mago”, cioè uno sveglio, uno che sa come arrangiarsi.
Una sera Gino prova a rubare una Lambretta parcheggiata in una strada buia, ma viene scoperto, arrestato e mandato in carcere per tre mesi. Dopo una ramanzina del giudice esce prima grazie a un condono. Tornato al bar, questa piccola esperienza criminale gli fa guadagnare rispetto tra gli amici, che iniziano a vederlo come un “duro”.
I luoghi raccontati sono reali e contribuiscono a rendere la storia molto concreta: il quartiere del Giambellino, il bar realmente esistente e il riferimento al carcere di San Vittore. Tutto riflette bene l’atmosfera delle periferie milanesi degli anni ’60.
La canzone è costruita proprio come una ballata, con un’introduzione parlata e una musica che richiama lo stile country e folk americano, con una chitarra che ricorda il banjo e una struttura semplice, dove strofe e ritornello sono molto simili tra loro. Anche per questo il contrasto funziona: la musica sembra raccontare un eroe, ma il protagonista è un ragazzo qualunque.
Una delle idee più originali è il nome completo “Cerutti Gino”, detto come in un appello o in un’aula di tribunale: questo dà un tono serio e quasi ufficiale che contrasta con la banalità e la comicità della sua storia. Proprio in questo contrasto sta l’ironia del brano, che prende in giro il mito dell’eroe trasformandolo in un piccolo episodio di vita di periferia, mostrando come anche una vicenda banale possa essere trattata come una “grande ballata”.
Il brano uscì come singolo nel 1960 e fu poi inserito nel primo album di Gaber nel 1961. Col tempo è rimasto molto famoso, tanto da essere citato anche dagli Articolo 31 nella loro canzone “La fidanzata” del 1998.
-testo-
La Ballata del Cerutti
coro: era un mago
Vent’anni biondo mai una lira
per non passare guai
fiutava intorno che aria tira
e non sgobbava mai.
Il suo nome era Cerutti Gino
ma lo chiamavan drago
gli amici al bar del Giambellino
dicevan che era un mago.
coro: era un mago
Una sera in una strada scura
occhio c’è una lambretta
fingendo di non aver paura
il Cerutti monta in fretta.
Ma che rogna nera quella sera
qualcuno vede e chiama
veloce arriva la pantera
e lo vede la madama.
Il suo nome era Cerutti Gino
ma lo chiamavan drago
gli amici al bar del Giambellino
dicevan che era un mago.
coro: era un mago
Ora è triste e un poco manomesso
si trova al terzo raggio
è lí che attende il suo processo
forse vien fuori a maggio.
S’è beccato un bel tre mesi il Gino
ma il giudice è stato buono
gli ha fatto un lungo verborino
è uscito col condono.
Il suo nome era Cerutti Gino
ma lo chiamavan drago
gli amici al bar del Giambellino
dicevan che era un mago.
coro: era un mago
https://it.wikipedia.org/wiki/La_ballata_del_Cerutti
https://hitparadeitalia.it/schede/b/ballata_del_cerutti.htm




