Ma Nino non aver paura
Di sbagliare un calcio di rigore
Non è mica da questi particolari
Che si giudica un giocatore...
“La leva calcistica della classe ’68” è una canzone di Francesco De Gregori uscita nel 1982, che racconta in modo semplice ma molto profondo la storia di un ragazzo che vuole giocare a calcio; una storia personale, che però diventa al contempo una storia generazionale, con un messaggio di vita importante.
Il protagonista della canzone è un ragazzo di dodici anni, Nino, che si presenta a un provino di calcio. All’inizio è timido, impaurito, si sente piccolo rispetto agli altri; ha paura di sbagliare, soprattutto quando deve tirare un rigore.
L’allenatore gli parla per fargli capire che non deve avere paura di sbagliare, perché il valore di una persona non si misura da un singolo errore o da un momento preciso. Quando dice cheun giocatore si vede dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia, sta spiegando che ciò che conta davvero nella vita sono queste qualità interiori, non il successo immediato o la perfezione.
La canzone poi allarga il discorso: parla anche di adulti che non hanno realizzato i loro sogni, che magari hanno rinunciato troppo presto; sono diventati ‘calciatori tristi’, perché si sono accontentati di una vita che non li rende felici. Questo serve come avvertimento: non bisogna smettere di provarci per paura di fallire.
Alla fine Nino supera la paura, gioca con il cuore e segna: è il simbolo di chi cresce, trova coraggio e inizia a credere in sé stesso. Quando dice “il ragazzo si farà”, significa che diventerà grande, maturerà, anche se all’inizio sembra fragile.
In poche parole, la canzone dice che sbagliare è normale e che il vero valore di una persona sta nel coraggio di provarci, non nel risultato.
Molti hanno visto rappresentati in questa canzone i valori più puri del calcio, e vi hanno visto un omaggio ad Agostino Di Bartolomei, giocatore della Roma, il quale voleva che nel calcio non venissero mai meno l’etica e il rispetto delle regole, valori che cercava di trasmettere anche ai ragazzi che allenava.
La canzone però ha anche un significato politico: Nino rappresenta simbolicamente un’intera generazione, quella dei nati nel 1968, un periodo carico di speranze, cambiamenti e ideali; ragazzi che sono cresciuti con grandi sogni ma che poi non sono riusciti a realizzare, apparendo per questo come una generazione di illusi e sconfitti; con questa canzone De Gregori intende riscattarla e salvarla, dichiarando che il vero valore di una persona si vede da come affronta la vita, non dai risultati perfetti; perciò è importante non arrendersi mai.
Dal punto di vista musicale, la canzone parte in modo delicato, con il pianoforte, e cresce poco alla volta fino a diventare più intensa ed emozionante, seguendo il percorso di Nino. Dentro il brano ci sono anche richiami ad altre canzoni: in un verso si sente l’influenza di “The Greatest Discovery” di Elton John, mentre nel finale c’è una citazione di “Vento nel vento” di Lucio Battisti.
La canzone ha avuto molto successo ed è diventata un ‘pezzo forte’ del repertorio di De Gregori; anche Gabriele Salvatores ne rimane affascinato e la inserisce nella colonna sonora del film ‘Marrakech Express’ del 1989.
-testo-
La leva calcistica della classe ’68
Ma Nino non aver paura
Di sbagliare un calcio di rigore
Non è mica da questi particolari
Che si giudica un giocatore
Un giocatore lo vedi dal coraggio
Dall’altruismo e dalla fantasia
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai
Di giocatori tristi che non hanno vinto mai
Ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
E adesso ridono dentro al bar
E sono innamorati da dieci anni
Con una donna che non hanno amato mai
Chissà quanti ne hai veduti
Chissà quanti ne vedrai
Nino capì fin dal primo momento
L’allenatore sembrava contento
E allora mise il cuore dentro alle scarpe
E corse più veloce del vento
Prese un pallone che sembrava stregato
Accanto al piede rimaneva incollato
Entrò nell’area tirò senza guardare
Ed il portiere lo fece passare
Ma Nino non aver paura
Di tirare un calcio di rigore
Non è mica da questi particolari
Che si giudica un giocatore
Un giocatore lo vedi dal coraggio
Dall’altruismo e dalla fantasia
https://en.wikipedia.org/wiki/La_leva_calcistica_della_classe_%2768
https://hitparadeitalia.it/schede/l/leva_calcistica_della_classe_68.htm
Francesco De Gregori. Fra le pagine chiare e le pagine scure – Claudio Fabretti




