E lontano, lontano nel tempo
Qualche cosa negli occhi di un altro
Ti farà ripensare ai miei occhi..
“Lontano, lontano” è una canzone che Luigi Tenco incise nell’aprile del 1966, quando il cantautore si era da poco trasferito a Roma ed era passato alla RCA. Tenco, che in quel periodo era molto preso dalle canzoni di protesta, non la considerava una composizione importante; Renzo Arbore a cui la fece ascoltare in anteprima, la giudico’ subito un capolavoro, ma lui si schermì definendola una ‘stupidaggine melodica’.
La canzone parla della fine di un amore e del modo in cui il ricordo può’ sopravvivere alla distanza e al passare degli anni. Tenco immagina un futuro nel quale i due protagonisti saranno ormai lontani l’uno dall’altra. Un giorno, però, la donna, guardando gli occhi, il sorriso o l’espressione di un altro uomo, potrebbe riconoscere qualcosa di lui e ricordare la loro storia d’amore. Il testo non racconta quindi una separazione attraverso scene drammatiche o dichiarazioni disperate, ma attraverso la previsione malinconica di ciò che rimarrà nella memoria.
Dal punto di vista musicale è una canzone particolarmente essenziale e costruita con grande equilibrio. È formata da quattro strofe, senza un vero ritornello, e ogni strofa riprende lo stesso schema mentre la musica cresce progressivamente di tono. Un manoscritto di Tenco mostra inoltre che in origine aveva scritto altre quattro strofe, poi escluse dalla versione definitiva. Questa struttura semplice, insieme alla ripetizione delle parole “lontano, lontano“, rafforza l’idea della distanza e del ricordo che ritorna nel tempo.
Il brano fu pubblicato come lato A del 45 giri “Lontano, lontano/Ognuno e’ libero”, con l’arrangiamento di Ruggero Cini e l’accompagnamento dei Cantori Moderni di Alessandroni, e venne poi inserito nell’album “Tenco”. Nel 1966 fu presentato a Un disco per l’estate con l’obiettivo di raggiungere un pubblico più ampio, ma venne eliminato già nella prima fase e arrivò ultimo nella classifica.
Nonostante questo insuccesso, riuscì a vendere circa 35 mila copie, diventando uno dei maggiori successi della carriera di Tenco e, nel tempo, il suo brano più venduto e conosciuto.
Il successo più importante arrivò soprattutto dopo la morte di Tenco, avvenuta nel 1967, quando la canzone venne riscoperta e acquistò progressivamente il valore di uno dei suoi brani piu’ rappresentativi. Nel corso degli anni è stata interpretata da numerosi artisti, tra cui Nada, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Gianna Nannini, Renato Zero, Teresa De Sio e Claudio Baglioni. Ne furono realizzate anche versioni in altre lingue: nel 1966 Victor Manuel la cantò in spagnolo con il titolo “Lejano lejano”, mentre nel 1967 Dalida la interpreto’ in francese come “Loins dans le temps”. Anche Mike Patton, noto per il suo lavoro con Faith No More, Mr. Bungle e Fantomas, ne ha proposto una reinterpretazione.
“Lontano, lontano” e’ diventata infine uno dei simboli della canzone d’autore italiana. La sua importanza è testimoniata anche dalla scelta del brano come sigla ufficiale del Club Tenco, la rassegna nata nel 1972 per mantenere vivo il messaggio artistico di Tenco e valorizzare la canzone d’autore.
-testo-
Lontano, lontano
E lontano, lontano nel tempo
Qualche cosa negli occhi di un altro
Ti farà ripensare ai miei occhi
I miei occhi che t’amavano tanto
E lontano, lontano nel mondo
In un sorriso sulle labbra di un altro
Troverai quella mia timidezza
Per cui tu mi prendevi un po’ in giro
E lontano, lontano nel tempo
L’espressione di un volto per caso
Ti farà ricordare il mio volto
L’aria triste che tu amavi tanto
E lontano, lontano nel mondo
Una sera sarai con un altro
E ad un tratto, chissà come e perché
Ti troverai a parlargli di me
Di un amore ormai troppo lontano
FONTI:
https://it.wikipedia.org/wiki/Lontano,_lontano
1000 canzoni che ci hanno cambiato la vita – Ezio Guaitamacchi




