E tu dove vai a ballare?
Vieni a ballare in Puglia, Puglia, Puglia…
Vieni a ballare in Puglia è una delle canzoni più celebr di Caparezza, e allo stesso tempo anche una delle più fraintese. Pubblicata il 18 luglio 2008 come secondo singolo tratto dall’album Le dimensioni del mio caos, nasce come una dura denuncia dei problemi sociali e ambientali della Puglia, terra d’origine dell’artista. L’album è un concept album che unisce musica e una storia dai toni fantascientifici, e il brano rappresenta il momento in cui viene mostrata la realtà della Puglia contemporanea, ben diversa dall’immagine turistica spesso proposta.
Il titolo è volutamente provocatorio. L’invito a “ballare” non rappresenta il divertimento, ma diventa una metafora della sofferenza e della morte. Fin dall’introduzione, interpretata da Al Bano, la canzone assume un tono ironico e amaro che accompagna tutto il testo.
Caparezza denuncia infatti le morti sul lavoro, con un riferimento anche al grave incidente avvenuto pochi mesi prima a Molfetta, sua città natale, quando una gru rischiò di travolgere degli operai in un cantiere edile. Poi descrive una realtà fatta di incidenti sul lavoro, inquinamento, malattie, sfruttamento dei lavoratori agricoli, criminalità e degrado ambientale.
Nel testo vengono citati fatti concreti, come l‘inquinamento prodotto dall’ILVA di Taranto, i problemi legati agli impianti industriali, gli incendi sul Gargano e lo sfruttamento dei braccianti, molti dei quali immigrati costretti a vivere in condizioni disumane. Viene anche criticata l’indifferenza di chi mette il profitto davanti alla salute delle persone e dell’ambiente.
Nonostante tutte queste dure accuse, nella parte finale emerge anche il forte legame dell’autore con la sua terra. Dice infatti di portare sempre la Puglia nel cuore e di amarla profondamente.
La canzone non è quindi un attacco alla regione o ai suoi abitanti, ma una denuncia sociale che vuole far riflettere sulle ingiustizie e sulle situazioni che troppo spesso vengono ignorate o nascoste dietro l’immagine turistica della Puglia.
La versione pubblicata come singolo vede la partecipazione vocale di Al Bano, scelta che rafforza il legame con la tradizione musicale pugliese e rende ancora più efficace il contrasto tra il tono apparentemente festoso della canzone e il suo vero significato.
Nonostante il messaggio molto duro, Vieni a ballare in Puglia è diventata uno dei maggiori successi di Caparezza. Il ritmo incalzante e il ritornello facilmente memorizzabile hanno però portato molti ad ascoltarla come un semplice tormentone estivo, ignorandone il significato.
Questo paradosso ha suscitato anche polemiche: alcuni esponenti politici accusarono il cantante di offrire un‘immagine negativa della Puglia.
Caparezza ha raccontato di aver provato disagio nel vedere il brano ballato con leggerezza nei locali, tanto da allontanarsi quando veniva trasmesso.
Ancora oggi la canzone è considerata uno degli esempi più efficaci della capacità dell’artista di unire musica coinvolgente, ironia e critica sociale.
Anche il videoclip, diretto da Riccardo Struchil e girato tra Egnazia, Alberobello e Giovinazzo, gioca sul contrasto tra immagini allegre e realtà drammatica. Caparezza interpreta una guida turistica che accompagna un gruppo di visitatori alla scoperta della Puglia, mostrando paesaggi suggestivi mentre sullo sfondo si consumano tragedie e disastri ignorati dai turisti.
Il video rende inoltre omaggio al film La notte dei morti viventi di George A. Romero: nella parte finale, infatti, le persone che sembravano morte si risvegliano come zombie e circondano i visitatori. Negli ultimi secondi si ascolta un breve frammento di Nel sole di Al Bano, accompagnato dalla frase ironica: «Durante la realizzazione di questo videoclip nessun pugliese è stato maltrattato.»
-testo-
Vieni a ballare in Puglia
Vieni a ballare in Puglia, Puglia, Puglia
Tremulo come una foglia, foglia, foglia
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
Perché può capitare che si stacchi e venga giù
Ehi turista so che tu resti in questo posto italico
Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio
Mare Adriatico e Ionio, vuoi respirare lo iodio
Ma qui nel golfo c’è puzza di zolfo, ché sta arrivando il demonio
Abbronzatura da paura con la diossina dell’ILVA
Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa
Nella zona spacciano la moria più buona
C’è chi ha fumato i veleni dell’ENI
Chi ha lavorato ed è andato in coma
Fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese
Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo paese
Dove quei furbi che fanno le imprese, no, non badano a spese
Pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese
Vieni a ballare in Puglia, Puglia, Puglia
Dove la notte è buia, buia, buia
Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu
Che devi ballare in Puglia, Puglia, Puglia
Tremulo come una foglia, foglia, foglia
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
Perché può capitare che si stacchi e venga giù
La, la, la, la, la, la
La, la, la, la, la, la
La, la, la, la, la, la
Oh, oh
È vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica
Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica
Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia
In quella bolgia s’accoppa chi sgobba
Echi non sgobba si compra la roba
E si sfonda finché non ingombra la tomba
Vieni a ballare compare nei campi di pomodori
Dove la mafia schiavizza i lavoratori
E se ti ribelli vai fuori
Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli
Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli
Turista tu resta coi sandali e non fare scandali se siamo ingrati
E ci siamo dimenticati d’essere figli di emigrati
Mortificati, non ti rovineremo la gita
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita
Vieni a ballare in Puglia, Puglia, Puglia
Dove la notte e buia, buia, buia
Tanto che chiudi le palpebre non le riapri più
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu
Che devi ballare in Puglia, Puglia, Puglia
Dove ti aspetta il boia boia boia
Agli angoli delle strade spade più di re Artù
Si apre la voragine e vai dritto a Belzebù
O Puglia Puglia mia tu Puglia mia
Ti porto sempre nel cuore quando vado via
E subito penso che potrei morire senza te
E subito penso che potrei morire anche con te
La, la, la, la, la, la
La, la, la, la, la, la
La, la, la, la, la, la
La, la, la, la, la, la
La, la, la, la, la, la
https://it.wikipedia.org/wiki/Vieni_a_ballare_in_Puglia




